È giunto il momento di commentare il secondo episodio della miniserie Universo PK (il what-if che mette il Paperinik “classico” alle prese con le minacce di PKNA), intitolato “dura è la notte”.

Ok, non ho capito il riferimento/citazione del titolo: se qualcuno di voi ci fosse riuscito e volesse dirmelo qua sotto nei commenti, sarà il benvenuto.

 mi scuso per la scarsa qualità dei colori ma non sono riuscito a trovare un'immagine decente online, quindi ho dovuto scannerizzarla da solo. Purtroppo i particolari argentati non si vedono e l'immagine è più scura di quanto dovrebbe
Purtroppo non sono riuscito a trovare un’immagine decente online, quindi ho dovuto scannerizzarla da solo. I particolari argentati non si vedono e l’immagine è più scura di quanto dovrebbe

Iniziamo dalla copertina del volumetto che contiene la storia, cioè Paperinik Appgrade #17: realizzata da Andrea Freccero e Max Monteduro, è una grande citazione del logo che si trovava in alto a sinistra di ogni copertina di PKNA (vicino all’indicazione del numero), però “completato” dalla metà faccia di Paperino.

I disegni di Paolo De Lorenzi e Vitale Mangiatordi rientrano in pieno nello stile disneyano moderno – tondeggiante, dai colori accesi e ben definiti, pieni di tinte unite e con poche sfumature: volti molto espressivi e tavole molto allegre e luminose, anche nelle scene “notturne” (non sono un esperto di disegni, ma spero di essermi spiegato bene). Di tanto in tanto l’impostazione della tavola esce dalla classica “gabbia” di vignette, ma siamo lontani dallo stile cinematografico che caratterizzò PKNA: si tratta comunque di un giusto mezzo, come i due disegnatori non mancano di farci notare nell’intervista in appendice all’episodio (molto interessante, tra l’altro).

Per quanto riguarda la storia, valgono le considerazioni generali sulla lunghezza fatte per la precedente: stavolta le citazioni sono meno marcate (a parte quella enorme per il mitoco Baldo – l’allegro castoro) e non ci sono tavole che richiamano apertamente quelle della serie originale. In ogni caso non preoccupatevi, l’editoriale non mancherà di farvi notare i riferimenti che vi erano sfuggiti.

Questa seconda avventura è molto più umoristica rispetto alla prima: anche se in un primo momento questa cosa mi aveva fatto un po’ storcere il naso, è proprio qui che si vede la differenza tra Paperinik e PK. Il Paperinik classico è impacciato, disorganizzato, buffo e si trova spesso ad improvvisare; tutte queste caratteristiche sono rese molto bene nella storia e a mio parere sono essenziali per rimarcare la differenza col PK di PKNA (oddio, troppe sigle in questa frase. Vabè, spero di essermi fatto capire lo stesso).

Di trama in realtà c’è molto poco, in pratica c’è solo lo svolgimento della battaglia che era iniziata sul finire del numero precedente: Paperinik deve difendere il Deposito (e il mondo – ma quello per Paperone è secondario) dall’attacco degli Evroniani.

I veri colpacci di scena sono 2, ma ne parlerò solo dopo un’adeguata ALLERTA SPOILER.

Bene, vi ho avvisati.

Come ho già detto l’episodio in sè ci direbbe poco se non fosse per la comparsata di Xadhoom (in una vignetta piuttosto epica, devo dire) e per l’entrata in gioco di Angus Fangus nelle inedite vesti di redattore del Papersera (e quindi boss del duo Paperino/Paperoga). Se sembra chiaro che Fangus avrà un qualche ruolo nei prossimi episodi, non riusciamo invece a capire se anche la nostra xerbiana preferita ritornerà ad affacciarsi nell’Universo PK o se si è trattato solo di mero fan-service verso noi vecchi lettori… aspetto in gloria il prossimo numero!

Universo PK – Dura è la notte
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