“I come up hard baby, but now I’m cool
I didn’t make it sugar, playin’ by the rules
I come up hard baby, but now I’m fine
I’m checkin trouble sugar, movin’ down the line
I come up hard but that’s okay
‘Cause trouble man, don’t get in my way
I come up hard, baby”

 

Giocatoresingolo: Quelli di Marvel Studios mandano nelle sale il loro film più completo e bilanciato fornendo una versione di Cap 2.0 rispettosa delle caratteristiche originali del personaggio e, allo stesso tempo, estremamente funzionale. Dinamico, dal ritmo sempre alto e con un fantastico cast di personaggi di supporto, questo The Winter Soldier si rivela un action decisamente solido, non troppo marpione e dall’intreccio convincente. Tanto mestiere, un’ottima visione generale della struttura del prodotto nei suoi diversi elementi e una spruzzatina di amore per le spy story Tom Clancy’s style: se non ci fosse quel nerdorgasmo continuo chiamato The Avengers, Cap meriterebbe la palma di migliore produzione targata grande M.

Onizuha: A mio parere, migliore di The Avengers. E già questo basterebbe per chiudere qua la recensione. Ma i miei obblighi contrattuali e gli inquietanti baffi da pornoattore anni 80 di Penna Stanca mi obbligano ad approfondire: quindi approfondiamo.
Mettiamo in chiaro una cosa: The Avengers è stato un grande, grandissimo film, e nessuno lo mette in dubbio. Il punto è che,con un cast del genere, ma, soprattutto, con un roster di supereroi del genere sarebbe uscito fuori un grandissimo film anche se la trama si fosse basata tutta su Thor, Hulk, Cap, Iron Man e Loki che giocano a bocce sul retro di un circolino Arci di periferia. Insomma, alla fine erano loro che salvavano il mondo da un’invasione di Evroniani. Ripeto: non è un difetto, sia chiaro, ma sempre di invasione di Evroniani si parla.
Quello che rende Capitan American: The Winter Soldier un film superiore, a mio avviso, è la trama: ben costruita, solida (1) e intricata al punto giusto. Nessun punto morto, nessun momento di stanca. Le esplosioni e le sparatorie, qua, non sono da riempitivo ma di contorno ad una trama che si reggerebbe comunque in piedi anche da sé. Ciònonostante queste esplosioni sono comunque presenti in gran numero all’interno del film, facendo godere il piccolo Bruce Willis presente in ognuno di noi.
Insomma, veramente un gran film che consiglio a tutti voi: sicuramente un rimedio a quel primo film su Capitan America che ancora oggi lascia il tempo che trova.

(1): La trama è solida se non fosse per quell’enorme buco di trama che da quando han deciso di fare un universo condiviso in casa Marvel, è presente in ogni film. Mi spiego: d’ora in avanti qualsiasi crisi si potrebbe risolvere sparando Banner in una stanza con il nemico di turno, chiudere a chiave e aspettare. Eppure non viene mai data una minima spiegazione del perché questo non viene fatto. Ovviamente il budget non potrebbe coprire il costo di ogni attore dei Vendicatori per ogni film di casa Marvel, e per questo ci son passato sopra, però insomma, questa cosa mi ha lasciato un po’ l’amaro in gola (e lo feci già presente per Iron Man 3).

 

Captain America: The Winter Soldier – L’orga…ehm, la recensione

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