Ci sono volte in cui, entrando in fumetteria, la propria attenzione viene attratta da un particolare albo.

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Non sai perché: sarà la copertina (ma non bisogna giudicare da quella, dice il proverbio!), sarà il titolo, saranno gli autori… ecco, qualche giorno fa a me è capitato proprio questo: ho visto Suicide Risk lì, su uno scaffale ed ancor prima di iniziare a sfogliarlo, per qualche motivo oscuro, dovevo prenderlo.

Inizio a guardare dentro: i disegni (di Elena Casagrande… e poi dicono che non si può parlare di Italian Invasion) mi piacciono, sono molto belli, bene. Chiedo al mio nerd esperto di comics americani di fiducia, quello che ordina gli spillati originali di qualunque cosa una qualsiasi sconosciuta casa editrice americana abbia il coraggio di sputare su un foglio di carta, ma neanche lui l’ha mai letto – “Si, conosco l’autore, tale Mike Carey mi dice “ho letto altra roba sua e non era male ma questo non lo conosco. Sorry.”

Possibile che non ci sia modo di sapere se vale la pena prenderlo o no?

Via su, rischio. Butto 13€ in faccia alla fumettara e me lo porto a casa.

E ora che l’ho letto, posso dirlo: ho fatto bene a fidarmi di quella sensazione. Suicide Risk è un fumetto di… beh, si fa prima a dire cosa non è. Non è un fumetto di supereroi in senso classico: ci sono i superpoteri, ma sono quasi ad esclusivo appannaggio dei cattivi. Non è una storia di imprese epiche, anzi: uno dei suoi punti di forza secondo me sta proprio nella sua “credibilità” e “umanità”, nelle reazioni “terra-terra” del protagonista e degli altri personaggi (ovviamente siamo sempre in un fumetto di stampo supereroistico, quindi ovvio che certi termini vadano presi con le pinze). Non descrive le misteriose e segrete origini dell’eroe protagonista, che altro non è che un semplice poliziotto a cui i supercriminali di turno hanno massacrato innumerevoli colleghi.

È la storia di uomo che vuole combattere contro i “super” in un mondo in cui i poteri *SPOILER* si comprano da uno spacciatore come una qualunque dose di droga *FINE SPOILER*.

Cosa c’è dietro? Bisogna abbassarsi al loro livello per batterli? Ma siamo proprio sicuri che il nostro protagonista non ne sappia davvero niente? E quei sogni da dove arrivano?

Basta, non voglio dire altro se non leggetelo.

Come avrete già capito, il primo tp di Suicide Risk (che raccoglie i primi 4 spillati USA) è stato pubblicato in Italia dalla Bao in questi giorni: in alternativa, potete cercare di recuperare gli originali americani, pubblicati da BOOM!. Dovrebbe essere in uscita il 13esimo spillato.

I Consigli del Martedì: Suicide Risk

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