Se vuoi parlare di Hotline Miami, devi prima parlare della colonna sonora di Hotline Miami.

Non riesco a immagine un gioco più legato intrinsecamente alla sua colonna sonora dell’ultima fatica di Dennaton Games. Le melodie di HM sono minimali, cupe, opprimenti e ossessive. In pratica racchiudono l’essenza stessa del titolo e ne caratterizzano buona parte dell’esperienza di gioco.

Indossi una maschera con sembianze animali, entri in un edificio, uccidi, muori. Ripeti.

Questa, in sintesi, la formula di gioco. Poco meno di dieci ore passate a macellare scagnozzi lungo corridoi e stanze composte solo da pochi bit, attenti a evitare ogni pallottola e ogni colpo, consci del fatto che anche una singola bastonata si tradurrebbe in un restart.

Niente di nuovo sotto il sole, se non fosse per un piccolo dettaglio: in Hotline Miami il tempo di latenza tra una partita e l’altra è praticamente nullo. Muori e riparti. Muori e riparti. Continuamente, ripetutamente, ossessivamente.

Stiamo parlando di un gameplay arcade senza nessun elemento accessorio. Quel che viene richiesto al giocatore è di fare piazza pulita di quadri e quadri zeppi di pupazzi bittosi a ritmi estenuanti.

 

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E qui entra in gioco la colonna sonora: le musiche, mandate a ciclo continuo durante i livelli, scandiranno il tempo delle uccisioni. I bassi sparati favoriranno l’alienazione totale dal mondo esterno. Le martellanti percussioni elettroniche trasformeranno Hotline Miami in una questione di sudore e istinto.

Il cervello perderà gradualmente importanza; i livelli di gioco verranno fagocitati a un ritmo tale che il giocatore si ritroverà a fare uso solo dei suoi riflessi e della sua velocità. Le sinapsi inizieranno a secernere adrenalina in quantità industriale e staccarsi dallo schermo si rivelerà facile come per un eroinomane fare a meno dell’ago.

Una volta usciti da una sessione di gioco ci si ritroverà spossati. Realmente privi di forze e con i nervi a pezzi.
Esattamente come succedeva con qualche vecchio cabinato che faceva bella mostra di sé nelle migliori sale giochi, Hotline Miami non cerca dei giocatori, cerca delle vittime.

 

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A corredo di tutto questo, una trama criptica, a tratti incomprensibile: ogni messaggio lasciato in segreteria, da non-si-sa-chi, equivarrà a una nuova missione. Troveremo misteriose figure, con indosso maschere animali, ad aspettarci in una stanza oscura. Una macchina nera ci trasporterà da un luogo di un massacro a un altro.
La sensazione, durante il gioco, è quella di trovarsi di fronte a un incomprensibile rito. Una folle arlecchinata a base di assassinii, ma il problema è proprio questo: se proverete anche solo a capirci qualcosa, con Hotline Miami avrete già perso.

L’unica scelta possibile è impugnare il pad e seguire il ritmo.

 

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I consigli del martedì – Hotline Miami
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