Ormai l’avrete visto o saputo tutti: dopo essersi fatti rubare l’episodio pilota di Flash alla DC hanno deciso di regalarci anche quello di Constantine.
Per chi non lo sapesse a Ottobre la Distinta Concorrenza ha deciso di lanciare due nuove serie tv, visto e considerato anche lo strepitoso successo di Arrow. I personaggi scelti dai propri fumetti saranno il velocissimo Flash e il britannico tutto trench e sigaretta John Constantine.

Flash sicuramente come impostazione è più semplice in quanto è un eroe simile a Freccia Verde, anch’egli ha dei superpoteri e si muove, adeguatamente calzamagliato, fra altri ceffi superdotati. Ma Constantine è tutta un’altra storia.

Innanzitutto John Constantine non è un supereroe. Almeno non nel senso classico e, non è nemmeno un antieroe. John Costantine è un pezzo di merda arrogante e pieno di sé, convinto di essere più furbo di tutti e con un codice morale piuttosto controverso e discutibile.
Non ha superpoteri. O meglio, non ha superforze, velocità o viste speciali, però conosce la magia ed è in grado di servirsene. Di base infatti John è un uomo qualunque che si è però appassionato all’occulto, scoprendo così qualche trucchetto oltre ai riti necessari ai suoi esorcismi. John Costantine, infatti, è un esorcista.
Ultimo punto da osservare: è britannico. Può sembrare un semplice dettaglio, ma non è così: lui è la copia sputata di Sting, veste perennemente il trench, vive nei pub dove tracanna pinte su pinte di Stout annacquate. Essere britannico non è un semplice dato anagrafico: è un particolare intimo e imprescindibile come per l’Uomo Ragno essere newyorkese.

 

Il personaggio è stato volutamente creato sulle fattezze del celeberrimo leader dei Police

Veniamo alla serie dunque.
Le attese erano (in realtà dovrebbero essere, visto che la serie comincerà ufficialmente a ottobre) moltissime, almeno quanto le preoccupazioni – visto anche l’aborto cinematografico con Keanu Reeves – Ma in casa DC si sono mossi bene e, a mio giudizio, gli errori fatti (anche se non si può giudicare un’intera serie dal primo episodio) sono stati proprio pochi.
Attenzione spoiler. Cercherò di farlo il meno possibile, perché può darsi esista un Cristo che ancora la puntata non l’ha vista e, voglio evitare di rovinare troppo la sorpresa.

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«Io sono quello che esce dall’ombra, strafigo e arrogante con soprabito e sigaretta, pronto ad affrontare la follia. Ah, penso io a tutto. Posso salvarvi. Dovesse anche costarvi fino all’ultima goccia del vostro sangue, scaccerò i vostri demoni. Li prenderò a calci nei coglioni. Sputerò loro addosso mentre sono a terra e poi sparirò di nuovo nell’ombra, lasciandomi dietro solo un cenno, una strizzata d’occhio e una battuta sagace. Cammino da solo… Chi mai vorrebbe camminare con me?»

– John Costantine, vol.1 A Dangerous Habits, (Garth Ennis) –

Comincerò col dire bene, anzi benissimo, dell’attore che interpreta John Costantine. Matt Ryan è perfetto. Di origine Gallese, parla un pesantissimo accento cockney londinese e ha una faccia da riempire di schiaffi anche mentre ti sta salvando la vita. I movimenti, le battute, l’aspetto: l’attore ha centrato in pieno il personaggio ed è, come in Hellblazer del resto, il punto di forza e cardine della serie. Unico neo – ed è un neo gigantesco – NON FUMA.
Chiunque ha mai letto anche un solo numero del fumetto avrà notato una cosa: John fuma SEMPRE. È una caratteristica peculiare del personaggio, non trascurabile, dal momento che il suo più celebre ciclo di storie, Abitudini Pericolose, è completamente incentrato su questo suo vizio. Eppure è stato vietato di far fumare il personaggio nel telefilm perché sennò i bambini lo emulano, dal momento che non hanno mai visto un adulto accendersi una sigaretta, non hanno mai giocato a GTA, non hanno mai visto un video hip-hop su Mtv.
Sgameremo solo una volta il bel John che spegne una Silk Cut a fine puntata mentre è impegnato con un vizio molto più salutare, ovvero stempiarsi di birra. Ma posso dire che questa mancanza non la si avverte se non da un punto di vista prettamente stilistico ( se devi disegnare Constantine fai un cespuglio disordinato di capelli biondi, una faccia da schiaffi, gli appioppi un trench e lo avvolgi nel fumo di sigaretta. Fatto?).

La puntata inizia in modo un po’ confuso: il protagonista è ricoverato in un ospedale psichiatrico per volontà propria con l’obiettivo di farsi convincere, anche a colpi di elettroshock, che i demoni non esistono. Questa è già una rivisitazione delle origini fumettistiche del nostro: se il gemello di carta finiva in manicomio perché accusato ingiustamente dell’omicidio della piccola Astra, qui sempre per motivi legati alla morte della bambina ci si trova, per cui l’effetto narrativo resta invariato.
C’è da dire che l’inizio è piuttosto confuso, ma già si capisce l’identità del personaggio: un’arrogante, simpatica, canaglia.
Dopo aver praticato un esorcismo controvoglia inizia la vera puntata e, veniamo a conoscenza dei futuri comprimari della serie: Liv Aberdine, figlia del deceduto Jasper Aberdine, mentore e amico di Costantine; Chas Chandler, tassista e amico di vecchia data.
Liv e il defunto Jasper sono un’invenzione della serie e, l’attrice non brilla per personalità, anche se è difficile togliere la scena al biondo inglese. Liv a quanto pare ha ereditato i poteri medianici dal padre e, a differenza di Costantine, è in grado di vedere gli spiriti e fare magie superiori grazie anche a uno speciale amuleto ereditato attraverso John; lei è la chiave per affrontare un nuovo e pericolosissimo male che sta per attaccare il mondo e, per questo un Demone cattivissimo le sta dando la caccia.
Chas invece è un personaggio ben noto ai fan di Hellblazer, è un grande amico di John – l’unico praticamente ancora in vita – che per mantenersi guida un taxi sul quale spesso viaggia il buon John che non sopporta di guidare. Nel telefilm Chas ha un ruolo più rilevante che nel fumetto, essendo una specie di Robin per il protagonista e, soprattutto, vantando dei poteri che nella versione cartacea assolutamente non ha. Questo però, a discapito delle urla di scandalo che vi ho sentito fare appena avete letto della cosa, aggiunge carisma e fascino al personaggio, anzi, mi ricorda piacevolmente Martyn Mystère (che ha pure una certa somiglianza con l’esorcista londinese) e il suo aiutante neanderthaliano e megaforzuto Java.

Oh, un po’ ci somiglia davvero!

Il cast è qui, per adesso. Spunta sul finale un altro amico appassionato di soprannaturale e che, a quanto pare, è coinvolto pure lui nella vicenda di Astra (di cui scopriremo gli atroci dettagli sul finale).
C’è pure un ultimo personaggio da conoscere: Manny, l’angelo afroamericano che supervisiona il nostro tormentato eroe.

La puntata comincia e finisce benissimo, anzi, è proprio il finale la consacrazione ufficiale che mi ha convinto della bontà dell’opera.
Durante la puntata si respira un’atmosfera abbastanza angosciante, soprattutto all’inizio nel manicomio, che però non è così macabra e horrorifica come nel fumetto, ma molto più acqua e sapone à la Supernatural per intendersi.
In compenso le attese e il gioco del detto-non detto funzionano bene e ci si appassiona al tormento interiore di questo bizzarro esorcista distrutto dalla perdita della piccola Astra.
Se il cast di comprimari – per il momento – non convince particolarmente, la forza carismatica del protagonista è straripante, ed è perfettamente riportata sullo schermo l’ambiguità morale di Constantine, sempre in bilico fra il bene e il male e destinato, a quanto pare, alla dannazione eterna per un non specificato motivo (c’è puzza di una brutta rivisitazione di Abitudini Pericolose, speriamo bene). Benché si capisca che “in fondo è un bravo ragazzo” il finale è un autentico colpo di genio degli sceneggiatori che ci mostrano il lato bastardo e calcolatore del buon John, sempre pronto a sacrificare anche vite umane per i propri scopi. Bella infatti l’osservazione finale di Manny durante il dialogo nel pub,«Non capisco se tu lo faccia perché davvero vuoi salvare delle vite, o perché ti importa di salvare la tua», ma ancora più bella la battuta dell’amico demonologo di Costantine che lo inquadra perfettamente:

John è convinto di avere sempre la situazione sotto controllo, e quel che è peggio è che riesce a convincere anche gli altri di avere sempre tutto sotto controllo. È questa la sua vera magia.

Quindi concludo: recensione assolutamente positiva. Daniel Cerone e David S.Goyer sono riusciti a portare sul piccolo schermo un credibilissimo Costantine vincendo addirittura la scommessa di non farlo fumare mai (però quanto ci starebbe bene in certe inquadrature un bel sigarettone, porco di un politically correct…).
Uniche pecche: la pochezza – per il momento, più avanti si vedrà davvero – dei comprimari e le atmosfere non abbastanza macabro-horror, anche se nelle prime sequenze, soprattutto il primo esorcismo con tutti quegli scarafaggi (a qualcuno gli sarà balzato un qualche falsh di Delana memoria…) il marciume e l’orrore erano perfettamente in linea con il fumetto.
Nutro quindi grandissima fiducia per le prossime puntate anche se le direzioni della trama futura, almeno per la prima stagione, appaiono abbastanza ovvie.
Per non spoilerarvi nulla ve lo dico con un enigma in latino: per aspera ad Astra.

Dai che astra ve l’ho scritto anche con la maiuscola…

 

Constantine: chi ben comincia è a metà dell’opera
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