Sì, sì, questo giochino è uscito da uno stonfo di tempo, quasi un anno fra poco. Ma noi ne parliamo oggi perché all’epoca: a) non avevo un Nintendo 3DS b) dovevo fare finta di studiare per l’Università così da protrarre ancora un po’ la mia adolescenza e scansare l’incubo peggiore di ogni uomo: il lavoro.

Dal momento che tutti più o meno dovreste conoscere l’ultimo capitolo della saga dei mostri tascabili (Pokémon significa proprio “poket-monster”) allora questo articolo verterà su altre considerazioni: le mie.
Un articolo semplice: cosa mi è piaciuto e cosa no di questo videogioco in tre dimensioni e perché dovreste comprarlo oppure no. Vi anticipo subito però che mi è piaciuto, e anche tanto.

Ma prima…

Questo video esprime con efficace semplicità il pensiero di chiunque abbia giocato a X e Y, pensiero che si può riassumere in: NOI ABBIAMO MEGABULBASAURO.
Sì, perché questo gioco introduce una serie di novità le cui due principali sono le seguenti:

  • La grafica 3D
  • Le megaevoluzioni

Ora, la grafica 3D non va intesa come quella ad esempio del primo Metal Gear Solid o quella di praticamente qualsiasi videogioco odierno – anche perché ci sarebbe poco di cui andare fieri – ma una particolarità esclusiva della console portatile Nintendo: senza bisogno di occhialini della minchia vedremo i nostri pokémon combattere come se fossero in un film di Micheal Bay.

Sì: il sistema di combattimento è davvero lo stesso dagli anni ’90. Ma la grafica è in 3D!

Ma è venuto il momento di parlare un po’ più specificatamente di questa meraviglia.
Prima un brevissimo accenno di trama.

Ci troviamo nella regione di Kalos, nuovo paese di cui nessuno fino a ieri nel mondo Pokémon aveva sentito parlare, e che in questo ricorda molto i paesi dell’Africa o dell’America Latina. Il luminare di questo paese è il Professor Platan, un capellone dalla basetta folta che malcela un’origine irlandese il quale sta studiando una particolarità finora riscontrata solo in questa regione: la megaevoluzione.
La megaevoluzione è un processo particolare che permette ad alcuni pokémon di raggiungere uno stadio evolutivo ulteriore a quelli conosciuti, ma utilizzabile solo durante i combattimenti, al termine dei quali sparisce riportando il pokemon al suo stato precedente. Il mistero che si cela dietro questa prodigiosa tecnica è ancora lontano dall’essere svelato e per questo il professor Platan ha deciso di radunare un gruppo di 5 ragazzi scelti che lo aiuteranno nella ricerca. Fine.

Sostanzialmente l’inizio è il solito di ogni edizione Pokémon: il professore del paese vi chiama, vi fa scegliere fra 3 pokémon e voi andate a massacrare di botte chiunque incroci il vostro sguardo.
Eppure in questo capitolo c’è qualche piccola ma quantomeno fondamentale differenza che ho apprezzato tantissimo.
In pokémon X e Y voi non siete il prescelto figo che salverà il mondo da ogni male come accadeva nelle altre edizioni: voi siete un raccomandato.
Il professor Platan ha selezionato 4 giovani promettenti da ogni città di Kalos, fra cui la vostra vicina, o vicino (dipende se il vostro personaggio sarà un maschio o una femmina), di casa: Serena/Calem. Voi però siete il figlio della Campionessa di Formula Ryhorn, appena trasferitasi a Kalos, e questo ha convinto il Professore a infilarvi nel suo team, portandolo così a 5 membri.
Ho apprezzato molto anche il fatto che invece dei soliti due tizi della stessa città i quali casualmente si riveleranno poi essere i numeri uno e due del mondo, stavolta ci sia un’intera equipe di ragazzetti prodigio agguerriti.
Una cosa che invece trovo sempre spassosa, come ho già accennato prima, è come nel mondo dei Pokémon nessuno abbia mai avuto una cartina geografica per le mani e quindi ogni volta si “scopra” un nuovo paese manco fossimo un conquistadores della Corona Ispanica o in Africa durante l’epoca coloniale.

Detto questo passiamo al gioco vero e proprio: parliamo di…

La Grafica

Fighissima. Il 3D è eccezionale e si respira in quasi ogni momento del gioco. eccezionali le palestre, dove l’esperienza tridimensionale viene portata ai massimi livelli e i tagli cinematografici dati a diverse sequenze, tipo quando ci avviciniamo ad alcune grotte o castelli; per non parlare della Lega Pokémon, un edificio che finalmente celebra la grandezza dei propri allenatori e che giustifica ancora di più la fatica fatta per arrivarvi.
Ho letto qualche critica proprio sulle inquadrature utilizzate alle volte, poco funzionali per un videogioco. Non sono d’accordo, è vero che qualche volta quando la telecamera si allontana e resta difficile guidare l’omino verso l’obiettivo – specie se in bici – ma è anche vero che non si tratta di un gioco d’azione e non rischiamo che il protagonista caschi dal ponte facendo Game Over o perdendo vite. Andare a sbattere contro qualche roccia di quando in quando vale la pena per apprezzare a pieno i meravigliosi scenari 3D davvero curatissimi.

La Difficoltà

Sono lontani i meravigliosi tempi di pokemon blu, dove il nostro Charizard a livello 70 bastava e avanzava per annientare qualsiasi cosa si imbattesse sul nostro cammino. Da qualche edizione ormai senza una squadra sufficientemente equilibrata non si può proseguire nella trama, rendendo importante lo “studio” delle debolezze e dei punti di forza di ogni specie pokémon.
È anche vero però che la combinazione Fortunuovo e Condividi Esperienza è devastante e regala tonnellate di punti esperienza anche a tutta la squadra, ritrovandovi così con pokemon sempre più forti dell’avversario di cinque o dieci livelli. La Lega Pokémon è infatti la più grossa passeggiata nella storia dei videogiochi, e questo ahimè non è un fattore positivo.
Di conseguenza la scelta del livello di difficoltà del gioco non è più data come in passato dalla scelta dello starter (solitamente: Fuoco=facile; Acqua=medio; Erba=difficile) ma dalla scelta o meno di utilizzare il condividi esperienza.

I Pokemon nuovi e la specie “folletto”

Ganzetti.
Un classico ormai intramontabile è il nostalgico che alla fermata del pullman ti si avvicina con supponenza e spara:«Eh, ma i pokémon vecchi erano più belli». Ecco, hanno rotto il cazzo.
Anche per me non esiste altro Dio all’infuori di Charizard, ma già quando in Argento battei il Feraligatr del rivale con Terremoto insegnato al mio Typhlosion spalancai le porte del mio cuore alla nuova generazione; e quando nella seconda partita il mio Meganium rimasto ultimo disponibile e senza PP a tutto riuscì a battere quel cafone del Dragonite di Lance solo con Botta (o era corposcontro?) capii che si può amare un pokémon come fosse una persona vera.
In sostanza, nonostante in questa edizione ci sia persino il pokémon spazzatura (lo trovate nei cestini della monnezza, lol!), ci sono tanti pokémon nuovi belli e interessanti tipo Pyroar (pokémon fuoco über alles).
Menzione a parte merita il nuovo tipo creato ad hoc per questa edizione: i pokémon folletto.
Fino all’uscita di questa edizione esisteva un tipo abusatissimo nei tornei, tanto che quasi tutti i rappresentanti della sua specie erano stati vietati (per i nerd bannati) in ogni regolamento. Sto parlando del tipo Drago. Gente come Salamence e Dragonite rendevano palesemente impossibile la vita a chiunque, essendo deboli solo a Ghiaccio e Drago ed avendo in ogni caso statistiche incivilmente alte. Così le teste pensanti di casa Nintendo hanno detto basta a questo sopruso e hanno inventato i pokémon folletto.
Come sempre accade gente che fino a ieri prima non valeva un soldo si è ritrovata a prendere a schiaffi draghi e compagnia cantante, ad esempio Clefairy.

Questo adorabile faccino è in grado di prendere a labbrate il tuo Mega Salamence con un semplice rutto.

I folletti sono immuni al tipo drago, resistenti a Buio, Coleottero e Lotta, e bastonano tutti gli altri, tranne Acciaio e Veleno, che così si sono ritrovati improvvisamente dall’essere inutili ad essere pokémon di tutto rispetto.

Spacco il culo a quelli che spaccano il culo ai draghi. Problem?

Le Mega Evoluzioni

I più fighi ce l’hanno doppia, ovviamente.

Una cosa che mi ha fatto piangere dalla felicità è che dopo nemmeno un’ora di gioco vi viene consegnato uno degli starter di Kanto. Sì, sto parlando di Charmander, Squirtle e Bulbasaur. A seconda di quello che sceglierete vi verra consegnata la corrispettiva Mega pietra. E siccome Charmander è sempre stato il più fico – e chi non la pensa così è un cretino – lui ne ha addirittura due, a seconda che compriate X o Y.
Ma cosa sono queste pietre? Nel gioco il professor Platan si pone un interrogativo corretto e, stranamente coerente: «Cosa sono queste mega pietre e perché soltanto a Kalos i pokémon si mega evolvono?». Che ci crediate o no viene data una risposta perfettamente plausibile a entrambe le domande. In sintesi si tratta di pietre particolari che si attivano in combattimento evolvendo ulteriormente il vostro mostriciattolo in un essere ancora più potente. L’effetto però dura solo il tempo della lotta e poi il pokémon ritorna al proprio stato originario.
Anche questo argomento ha diviso molto i fan della saga, fra chi ha apprezzato subito sia i design (per la maggior parte davvero ben riusciti e accattivanti) sia le nuove potenzialità da combattimento (alcuni pokémon cambiano tipo megaevolvendosi, oppure cambiano abilità speciale oltre ovviamente ad aumentare sensibilmente le proprie statistiche); altri invece hanno trovato la cosa deprimente e figlia di uno scarso impegno da parte dei progettisti del videogioco che così hanno utilizzato un facile trucchetto in stile Dragon Ball GT.

Effettivamente una certa somiglianza fra Mega Ampharos e Goku Super Sayan di III livello c’è.

In fin dei conti ho apprezzato questa novità, sia per il delirio di onnipotenza che trasmette la trasformazione sgravatissima ogniqualvolta si vuole, sia perché rappresenta una svolta interessante in un sistema di gioco che sostanzialmente è rimasto lo stesso dal 1996.
Ma elenchiamo i pro e i contro in una bell’elenco della lavandaia, come diceva la mia maestra delle elementari:

Pro

  • Riprendere in mano per l’ottordicesima volta i soliti pokémon (sì, perché tanto tutti più o meno ricreiamo sempre le solite squadre cambiando giusto uno o due elementi) sapendo che, ad esempio, Charmander al livello 36 diventerà definitivamente Charizard e festa finita… be’ stava diventando un pochino ripetitivo.
  • La cosa più bella di allenare un pokémon è sicuramente vederlo evolvere. Questo momento di pura libidine è il coronamento di un percorso vissuto insieme al proprio mostriciattolo fra scontri nell’erba alta e botte nelle gengive dei capopalestra. Il guaio però che un pokémon si evolve al massimo due volte e, una volta raggiunto lo stadio massimo l’unica soddisfazione è vederlo crescere di livello; cosa che una volta raggiunto il liv. 100 finirà anch’essa. La mega evoluzione invece avviene ogni volta che vuoi durante qualsiasi scontro, e, la cosa più bella, è che la fai in ghigna all’avversario. Adesso immaginate di trovare un figliodiputtana di Wobbuffett selvatico con la sua pallosissima abilità di pedinombra, che voi vorreste scappare perché è due ore che girate per la grotta e finalmente avete trovato l’uscita, e invece no, non si può scappare con pedinombra… bene, immaginati allora di mega evolvergli in faccia un Houndoom di liv.100 – pokémon buio a cui Mr W. è ultradebole – ecco: dimmelo ora che non posso scappare. Oppure l’eterna soddisfazione di Mega Evolvere Charizard o Mewtwo davanti a un simpatico Rattata al livello 2…
  • La mega evoluzione ha portato un secondo tipo a diversi pokémon che prima o non lo avevano, oppure se lo avevano gli è stato cambiato in uno più fico. Ad esempio Mewtwo ha due mega evoluzioni: una lo rende uno psico ancora più sgravato, l’altra lo trasforma in psico-lotta; stessa cosa per Charizard che può potenziare il proprio tipo fuoco-volante oppure diventare finalmente un fuoco-drago, visto che è considerato un drago a tutti gli effetti (sia nell’aspetto che nell’apprenderne le mosse di questo tipo) già dai tempi di Blu/Rosso (dove nonostante le ali non pteva imparare Volo!).

Contro

  • Si può Mega Evolvere un solo pokémon all’interno di uno scontro. Per cui se avete più di un pokémon con una megapietra assegnata dovrete scegliere quale sarà il fortunato; anche se il prescelto finirà KO non potrete far evolvere comunque nessun’altro. Inutile provarci, l’opzione non si attiverà comunque.
  • I Pokémon Mega Evoluti sono esageratamente troppo forti. In massimo due attacchi faranno fuori qualsiasi avversario, anche un tipo contro cui sono nettamente più deboli (contro tutti gli altri basterà un colpo) e questo costringerà evidentemente chiunque a dotarsi in squadra di almeno un mostriciattolo con corrispettiva megapietra al collo. Questo è anche un pro, però, perché porterà a rivoluzionare tattiche di gioco di tutti i giocatori nel mondo obbligatoriamente e, ci eravamo tutti un po’ stufati di vedere in giro sempre i soliti team equipaggiati sempre coi soliti strumenti.

La Poké Bank

Solo due cose sono infinite: l’universo, e la stupidità umana.

Albert Einstein

C’è una cosa che si chiama retrocompatibilità. Ovvero quando – per restare all’interno della saga – volevi trasferire i tuoi amati Pokémon da Blu/Rosso ad Argento/Oro e, lo potevi fare GRATIS con un semplice cavetto.
Ma perché ho scritto “gratis” maiuscolo? Perché non è più così.
Pokémon X e Y non è retrocompatibile. Questo significa che i pokémon li dovete allenare tutti all’interno del vostro giochino. Ma non è del tutto vero. The Nintendo Genius hanno pensato a come potevano lucrare un altro po’ su di un titolo che già vende l’abuso solo perché c’è scritto «pokémon» in copertina. Questa è la Poké Bank. La banca pokémon è un sistema Banca-dati in stile iCloud o DropBox; ovvero un prorpio spazio in internet dove salvare i pokémon delle vecchie edizioni così da trasferirli sulla nuova piattaforma alla bisogna. Fin qui tutto bene. Poi scopri che costa.
Quanto? Direte voi giustamente. Be’ poco: 5€.

Sì, avete ragione, 5€ all’anno sono pochi per chiunque. Però: perché cazzo devo pagare qualcosa che fino a ieri ho sempre fatto gratis?
Ho sempre traferito i miei vecchi pokémon, fra cavetti, bluetooth, wi-fi e mai un problema o altro. Perché devo pagare allora? E poi quanto è affidabile questo sistema? Ogni mattina mi svegli e hanno hackerato quando il PlayStation NetWork  quando iCloud. Certo, i pokémon non hanno con sé dati compromettenti, ma per portare Charizard a liv. 100 ho speso ore della mia vita, e magari aveva pure la Charizardite con sé, così ora non posso più nemmeno evolverlo. E comunque i 5€ li pago con la carta di credito (al solito) e quindi se hackerano il sito si prendono tutti i miei dati.
Vabbe’.
No, vabbe’ una sega.

La Fine

Abbiamo tutte le medaglie, abbiamo sconfitto la Lega, i nostri pokémon più belli si Mega Evolvono. E adesso?
E adesso ciccia. Il problema di questa edizione è proprio il dopo. Che non c’è.
O meglio, ci sono da catturare i leggendari (pochissimi) e da raccogliere le megapietre (lo fate in un’ora) ma poi?
Poi basta. Purtroppo anche i pokémon sono rientrati nella piaga che – a mio parere – sta distruggendo il mondo dei videogiochi: il multiplayer. È vero che da sempre il videogioco pokémon si è distinto per la possibilità di combattere contro gli amici prima, grazie al mitico cavetto, e con tutto il mondo poi, grazie agli eventi e alla connessione internet. Ma da quando internet è diventato appannaggio di praticamente tutti i videogiochi ormai si preoccupano solo di fare un multiplayer decente e stop.
La trama? a che serve? Caratterizzazione dei personaggi? Ma tanto il protagonista sei tu, avrai una tua personalità no? Missioni secondarie? ma tanto te vuoi picchiarti con i pokémon e basta no?
Ecco, in X e Y, all’inizio abbiamo la sensazione di trovarci di fronte al più bel pokémon di sempre. Dettagli curati, grafica bellissima, handicap delle vecchie edizioni risolti, finalmente lo stilo del DS che serve a qualcosa e non a scaccolarsi…E invece, verso la metà del gioco capiamo la verità: era tutta un’illusione. Il gioco non sarà più lungo degli altri, una volta battuta la lega non ci sarà altro da fare. Ma perché??
Io non sono un fan del multiplayer – anche se non nego l’importanza di averlo, specie in questo gioco – che cazzo me ne frega di sfidare un adolescente sociopatico giapponese che sicuramente asfalterà la mia squadra con un solo pokémon, e senza nemmeno megaevolverlo, quando invece potrei divertirmi a scorrazzare per la regione di Kalos che so… magari risfidando i capopalestra come succedeva in Pokémon Soul Silver/Heart Gold? Cazzo quello sì che era il più bel gioco di Pokémon di sempre: non finiva mai.
Invece qui dopo le solite 30 ore di gioco finisce tutto. Ma proprio finisce. La cosa più importante da fare infatti è recuperare le mega pietre così da poter dopare alla svelta la propria squadra e andare a morire in un centro pokémon dove briscolarmi con altri malati come me provenienti da tutto il mondo.

Per concludere stilo quindi l’ennesima, ma stavolta ultima, lista di pro e contro riassuntiva.

Pro: Una trama credibile; le Mega Evoluzioni; l’obbligo ad avere un team vario ed equilibrato; la grafica.
Contro: Una storia troppo breve; una volta finito il gioco è davvero finito il gioco; quell’insulto della Poké Bank.

Per concludere, una piccolissima puntualizzazione: MA PERCHÈ CAZZO POSSO FARE UNA SOLA PARTITA??? Dio Santo, è da pokémon Blu che mi chiedo perché non fanno come in TUTTI i videogiochi del mondo dove ci sono almeno 3 slot di salvataggio dove iniziare tre parite diverse? Ma se io gli starter li volessi riprovare tutti e tre? Se io volessi rigiocare da capo perché mi sono un po’ rotto che non c’è più un cazzo di niente da fare ora che ho battuto per la 74esima volta la lega?

Boh.

Pokémon X e Y: considerazioni in 3D
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