Il 16 ottobre è uscito l’ultimo libro/fumetto di Zerocalcare “Dimentica il mio nome” e dato che io sono una che non riesce ad aver pazienza per queste cose (del tipo che tasto i regali sotto l’albero per capire cose sono che mia mamma c’ha perso la voce a furia di dirmi non si aprono fino al 25!), il 17 sera non solo lo avevo comprato, ma lo avevo anche finito di leggere.

Quindi eccomi qua, in colpevole ritardo, a dirvi perché ve lo consiglio (nota bene non ho neanche preso in considerazione l’idea che non conosceste Zero…se effettivamente fosse così acculturatevi qui). Come ben specificato nel titolo, vi ho trovato 5 motivi per comprare “Dimentica il mio nome

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1) In questo volume più che in tutti gli altri Zero mostra il suo superpotere, cioè quello di affrontare tematiche comuni a buona parte di noi GGGiovani (quella ipotetica fascia che va dai 18 ai “non mi sono ancora sistemato”) e di dare voce ai loro pensieri e ai loro stati d’animo. Dopo aver letto una sua storia non puoi far a meno di pensare ” noo!! pure io!”,”succede anche a me”, “anche io la penso così” …o almeno a me capita.

2) Nonostante il tema di questo libro sia più serio rispetto ai precedenti (si affrontano tematiche come il lutto, il rapporto con il dolore, con i genitori ecc..) Zero riesce comunque a trovare dei momenti extra di leggerezza e di comicità e a farti ridere con l’utilizzo (per dar voce alle varie opinioni o per rispettare la privacy di persone reali) di personaggi del mondo dei fumetti, dei videogiochi, dei cartoni animati e dei film che fanno parte anche del nostro bagaglio culturale.

3) In queste pagine viene, finalmente, svelata una grande verità, la verità che i più accaniti fan si sono domandati dal primo momento, successiva solo alla domanda per eccellenza “perché un armadillo?“…“da dove viene l’armadillo?”
Ecco, qui trovate la risposta.

 

4) Come anche negli altri libri di Zerocalcare, la storia raccontata arriva a un momento più serio, più profondo…arrivi a delle pagine in cui ti viene presentato un quesito su cui riflettere e, solitamente, è come un pugno nello stomaco; perché la leggerezza viene spazzata via da una domanda che non ha nulla di leggero; un problema che genera dubbi, riflessioni e incertezze.
E qui risiede sia la forza che il punto debole di un autore come Zero: non è semplice per un lettore lontano da lui, sia anagraficamente sia culturalmente, riuscire a vivere pienamente le sue storie. C’è un lettore implicito in un albo come questo; un lettore che viene catturato dalla storia proprio perché parte, a sua volta, di questa, anche se non in maniera diretta.

5) L’ultimo motivo è un po’ particolare: vi consiglio di comprare questo libro perché Zerocalcare se lo merita. Perché in ogni nuovo lavoro mette tutto se stesso. Perché prova sempre ad alzare l’asticella delle sue produzioni. Perché è disposto a farsi 13 ore filate a firmare autografi e disegni commentando unicamente «Dopo che uno s’è fatto 5 ore di fila, io non so con che faccia dire “vabeh mo’ so stanco, vado a casa, bella!”»
Due anni fa ho avuto la fortuna di incontrarlo alla fiera di Lucca e, anche se non avrebbe dovuto (aveva tanti di quei libri da autografare che, partendo da terra, arrivavano a toccare un metro e mezzo di altezza), si è ritagliato un momento di tempo per farmi una firma con dedica.

“Si tratta anche del suo lavoro”, potrebbe dire qualcuno. Vero, ma lo fa bene e, soprattutto, lo fa con passione.
Per questo merita i vostri soldi.

 

5 motivi per comprare l’ultimo libro di ZeroCalcare

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