Stavo pensando di cambiare il titolo della rubirica in “il filmone del trimestre”, ma vabè…

Il filmone di quest’oggi è Demoliton Man: eravamo nel 1993, ovvero in quel periodo in cui se non ti chiamavi Stallone o Swarzenegger non potevi fare film d’azione quindi non dobbiamo stupirci nè del protagonista nè del cattivone di turno, Wesley Snipes. Assieme a loro ci sarà una Sandra Bullock alle prime armi (ancora non la conosceva nessuno poveretta, Speed lo farà qualche anno dopo) e nei crediti ci sta scritto pure Jack Black, ma vi sfido a trovarlo nel film (aiutino: è uno dei derelitti che abitano le fogne, si vede per neanche 1 secondo).

Quindi, è il classico film d’azione anni ’90?

Si e no. Ci sono 2 o 3 cose per cui vale la pena di vedere questo film che, a mio modestissimo parere, è invecchiato piuttosto bene (nell’ambito del genere “action-senza-troppe-domande”, ovviamente): la prima è la anche la più famosa, ovvero la quasi-profezia di Swarzenegger

– Nel film ad un certo punto parlando di cosa è successo durante il sonno criogenico del protagonista (non preoccupatevi, la trama ve la racconto dopo) e si dice che Swarzenegger è diventato presidente degli stati uniti – la sua popolarità era tale che la legge che imponeva che il presidente fosse nato in USA fu modificata. Questa è una quasi-profezia perchè ai tempi il caro Swarzy era solo un attore, e nessuno avrebbe mai pensato che si sarebbe buttato in politica fino a diventare governatore della California… e forse solo la suddetta legge (che ovviamente è ancora in vigore) gli ha impedito di diventare sul serio Presidente. Brr…

– La famosa scena dell’occhio, cioè questa

In pratica, per oltrepassare un certo cancello serve l’impronta della retina del direttore del carcere. Dove sta il problema? Basta cavargli l’occhio con la stilografica.

– La rappresentazione critica della “società-perfetta” del futuro che si vede nel film; un concetto molto “americano”, per cui la libertà è importante e val bene qualche sacrificio e blabla…  per spiegarmi meglio devo entrare un po’ più nel dettaglio della trama.

Demolition Man non è altro che il soprannome di tale John Spartan (Sylvester Stallone), un poliziotto tostissimo della fine del XX secolo (1996 con la precisione, cioè un “futuro prossimo” per i tempi in cui uscì il film). Viene chiamato così perchè ha la tendenza a causare notevoli “danni collaterali” durante le sue operazioni. In particolare spesso e volentieri finisce per far saltare in aria tutto pur di arrestare il cattivone di turno: nel film viene detto addirittura che una volta fece esplodere un intero centro commerciale per salvare una bambina (non sono sicuro di ricordarmi bene, ma una roba del genere).
Un tipino tranquillo, insomma. Purtroppo durante la sua ultima operazione la fa un tantino fuori dal vaso, e per arrestare un terrorista di nome Simon Phoenix (Snipes) che aveva preso 30 ostaggi fa saltare in aria un intero edificio, ostaggi compresi. Le autorità ovviamente non la prendono bene e lo arrestano sbattendolo in carcere assieme al terrorista.
In questo “futuro prossimo” però le prigioni sono in realtà dei centri di conservazione criogenica in cui i carcerati vengono congelati per X anni e sottoposti a ricondizionamento artificiale, in modo che quando verranno scongelati saranno membri utili della società. Sia il nostro Demolition Man che il cattivone vengono condannati a 70 anni di congelamento correttivo.
Ma poteva andare tutto bene? Ovviamente no.

Si, questo vestito l’ho tenuto per poi usarlo nei Mercenari. Problem?

Il terrorista riesce ad evadere nel 2032 (il come e il perchè non ve lo dico, è il nocciolo centrale del film) e si ritrova in una società quasi perfetta, in cui l’ultimo omicidio è avvenuto nel 2011 e dove la polizia è più un organo di controllo morale che una forza armata… il massimo che si ritrovano a fare è multare la gente per turpiloquio. Insomma, una festa per il nostro criminale che può fare il bello e il cattivo tempo ammazzando gente a caso senza che nessuno sia in grado di fermarlo.
Addiritura gli uomini e le donne del XXI secolo non riescono quasi a concepire la violenza, sono così abituati alla loro legge perfetta (in cui tutto quello che fa male è vietato, compreso il fumo, la cioccolata, il sale…) che non hanno la minima idea di come arginare un uomo del genere.
Ci siete già arrivati vero?
Ma ovvio che si. La cosa migliore che riusciranno a pensare è di scongelare “Demolition Man” e di mandarlo di nuovo alle costole del terrorista… ma questa società è davvero così perfetta come sembra? Allora perchè ci sono dei ribelli?

 

Si lo so che non ho detto molto ma… se avete una serata libera, guardatelo (ed in questo periodo privo di serie TV sicuramente ce l’avete… come? Volete uscire? Con ‘sto freddo? Ma voi siete matti…).
Alla fine non è neanche poi così violento, almeno per gli standard dell’epoca (cioè, Atto di Forza in confronto è quasi uno splatter, per dire) e di tanto in tanto offre anche qualche spunto di riflessione (roba leggera eh, niente di che… alla fine sempre di un action-movie si tratta).

Insomma, io ve lo consiglio.

Ciao!

Il filmone del mese: Demolition Man

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