Di Destiny ho già parlato in un vecchio articolo, ma con l’uscita di questo nuovo DLC ( e dopo averlo totalmente spolpato) voglio proporre una nuova recensione.

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Per avere un’idea di cosa voglia dire veramente questo DLC per il mondo di Destiny, bisogna prima fare un po’ di luce sul suo background. Eris Morn è l’unica sopravvissuta all’abisso di Crota, un crepaccio senza fine sulla Luna, dove il temibile Crota, figlio di Oryx, sta preparando un’invasione definitiva alla Terra. Eris giunge sulla Torre per cercare rinforzi. Eris sarà sulla Torre, grazie ad essa si avrà accesso alle nuove missioni che ci introdurranno la storia di Crota. Le nuove quest presenti nella storia principale saranno solo tre, e solo una volta terminate ci daranno diritto agli altri contenuti del DLC. Una volta terminati i compiti, Eris ci darà delle taglie speciali da completare che sbloccheranno, rispettivamente, due nuovi assalti che potranno essere pescati in una nuova playlist specifica e un nuovo interessante raid, La Fine di Crota. Le missioni che ci verranno poste di fronte avranno una difficoltà un po’ più elevata di quelle fatte finora, obbligando i giocatori a livellare  il proprio personaggio. In aiuto di ciò, sono stati inseriti nel DLC molti nuovi elementi dell’equipaggiamento. Oltre a nuove armi, nuovi emblemi e nuovi shader, sono state introdotte delle nuove armature per tutte le classi che arrivano ad un livello massimo di luce pari a 36. Così facendo, Bungie ha deciso di innalzare il level cap portandolo a 32.

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Per quanto riguarda la componente pvp, invece, sono state aggiunte tre nuove mappe, e cioè Pantheon, Il Calderone e Impatto Celeste. Le prime, più piccole, favoriranno lo scontro ravvicinato e saranno una vera e propria manna dal cielo  per gli amanti dei fucili a pompa. Ambientate nel Giardino Nero e nell’Alveare, propongono un secco slancio in verticalità che favorirà scontri tattici. Impatto Celeste, invece, è una mappa terrestre di dimensioni più generose che favorirà gli scontri di pazienza tra cecchini e la guerra motorizzata con mezzi pesanti. Le modalità, dal canto loro, non sono state sfiorate nemmeno, al contrario di quanto si pensava. Ci sono i soliti Rissa, Deathmatch, Controllo e via dicendo.

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Destiny è stato presentato  come un MMO dai confini praticamente infiniti. Una vastità spiazzante che sarebbe arrivata dopo, tramite lo sforzo di sviluppatori e videogiocatori. Premesse bellissime, considerando la qualità generale dei titoli Bungie. Dunque come non riporre liete speranze sul tanto decantato L’Oscurità dal Profondo, primo contenuto aggiuntivo di una lunga serie? Ed è qui che la furbacchiona Activision tradisce le aspettative dei più accaniti fan del titolo. Ma non nella qualità o durata del titolo, bensì, nel concetto stesso sul quale esso viene implementato all’interno del titolo.Una volta installato (e l’installazione è obbligatoria per tutti), la presenza del DLC blocca alcuni contenuti presenti già nel gioco base. In pratica, chi non è possessore del DLC non potrà più accedere periodicamente ad alcune modalità. Non si potranno più effettuare Assalti Settimanali e Cala la Notte, all’origine usufruibili anche solo nel gioco base, quando riguarderanno i contenuti dell’espansione.

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Ciò che  posso dire, dopo le diverse ore di gioco passate su questa espansione, è che  il titolo marcato  Bungie si è dimostrato ben al di sotto di ogni aspettativa. Destiny sembrava concepito per essere un universo in continua espansione, dai tratti illimitati e dalle potenzialità sconfinate, pronto a rimanere sul mercato per almeno dieci anni. Ed invece, ci troviamo tra le mani un titolo troppo simile ad i giochi attuali, vittima della ripetitività, tenuto in vita solamente da una solida community di appassionati che credono nel progetto. La Bungie deve edificare progetti importanti per Destiny, prima che anche la community l’abbandoni.

Destiny: L’Oscurità dal profondo
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