Puntale come le tasse (e ugualmente piacevole), ecco il nostro podio fumettistico di marzo:

 

1. Topolino e l’Impero Sottozero (Topolino n. 3092 e 3093), Panini Comics

Non me vogliano Dylan Top e l’ottima rivisitazione Disney del classico di Stevenson “L’isola del tesoro”, ma la funambolica avventura pensata e disegnata da Casty si aggiudica, a mani basse, la menzione di marzo.
Come avevamo già detto su queste stesse pagine, la prova dell’autore goriziano è un magistrale sfoggio di estro ed eleganza narrativa.
Da recuperare, assolutamente.

 

2. Prophet vol. 3 Impero, Panini Comics

Arriva anche in Italia il terzo volume della rivisitazione del personaggio liefeldiano di John Prophet ad opera di Brandon Graham.
Graham è uno dei fumettisti più anarchici ed eccentrici dell’attuale panorama fumettistico americano (se non avete ancora letto Multipe Warheads, rimediate al più presto): le sue storie spesso assomigliano a un dialogo fra due diciottenni che stanno condividendo una canna, sdraiati sull’erba (ah-ah), a un improbabile orario notturno.

Influenzato da diversi stili, fra cui le derive più pop e rotondeggianti del manga e gli esponenti più visionari della scuola europea, con i primi due albi di Prophet, Graham aveva mostrato un modo di fare fantascienza che non aveva bisogno di essere pienamente compreso per essere apprezzato.

Tra pianeti dalla biologia semplicemente debordante, esseri dall’aspetto ricercato se non volutamente eccessivo e panorami lussureggianti, le tavole di Prophet portavano a una vera ubriacatura estetica. Un immaginario talmente sterminato che le tavole sembravano appena in grado di contenerlo.
In questo terzo volume l’attenzione dell’autore sembra invece essere concentrata sulla tessitura della storia che acquisisce così una forma più definita e si inizia anche a vedere maturare dei semi narrativi precedente (cripticamente) disseminati.

In sostanza si tratta di una delle serie americane più interessanti, originali e sperimentali del momento.
Probabilmente non farà la felicità di tutti i palati ma sono sicuro che molti avranno l’impressione di trovarsi davanti un piccolo gioiello.

 

3. Zenith 1 Fase Uno, Panini Comics

Gli esordi fumettistici di Grant Morrison, se si escludono le storie brevi su Future Shocks, in un’edizione di pregio completa di galleria con tutte le cover, carta patinata e post-fazione di Antonio Solinas, uno degli autori di Grant Morrison All Star, saggio critico sull’autore scozzese edito da Double Shot.

Zenith si presenta come un fumetto fortemente derivativo, in cui spiccano i debiti con il Miracleman di Moore, la prosa di matrice Claremontiana e i riferimenti alla mitologia degli scritti di Lovecraft; nonostante questo però la serie non sembra essere invecchiata niente male e anche le tavole di Steve Yeowell tengono botta senza particolari problemi allo scorrere del tempo.

Paradossalmente la storia finisce per risultare, nel suo complesso e sempre considerando il fatto che si tratta di un mosaico di diverse suggestioni, più fresca di lavori più recenti di Morrison come Happy!

 

 

TNE Awards – Marzo 2015
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