Iniziamo dalle basi.
Per esempio ricordando che il significato di tamarro è esattamente questo:

Esagerato. Grezzo. Assolutamente privo di contegno o misura.

Non si tratta semplicemente di mostrare un eccesso, si tratta di scatenare volontariamente tutti gli istinti primordiali e di mostrarli al pubblico senza nessun rispetto alcuno per ogni forma di sensibilità altrui.

Ecco, tieni a mente questo concetto perché sarà fondamentale per quello di cui andremo a parlare dopo.

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giocatoresingolo giocatoresingolo: Oh, sarebbero anche le due e sono tre ore che tiriamo stronzate. Si va in branda, stronzi?

MarcoMarco: Te, comunque, con il singolare e il plurale hai dei problemi. Gli altri ti sono andati nel culo da un pezzo, come al solito del resto. A supportare i tuoi sproloqui qui sono rimasto solo io.

giocatoresingolo giocatoresingolo: Svengo, cosi-non-etero. Fumetteria. Domani. 11:30. E che Cthulhu vi faccia visita nella notte.

MarcoMarco: Curati. Davvero. A domani.

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Se leggete queste pagine, non ve lo devo certo spiegare io come funzionano le ore passate a cazzeggiare in fumetteria: esaurisci il budget a disposizione, più o meno, nei primi trenta secondi; trascorri il resto del tempo a ciondolare da una mensola all’altra, importunando puntualmente il paziente commesso, sproloquiando ad alta voce con il tuo sodale, sperando così che qualche altro avventore si rigiri male e scateni l’agognata faida mattiniera.

MarcoMarco: Questa che roba è?

giocatoresingolo giocatoresingolo: fa schifo.

MarcoMarco: Ma se sei anche di spalle. Come fai a vedere quello che ho in mano?

giocatoresingolo giocatoresingolo: Non lo vedo. Ma ribadisco: fa schifo. Se non facesse schifo l’avrei notata io, logico.

MarcoMarco

 

Dicevi?

Salto temporale: estate, ho tipo tredici anni, un mio amico di due anni più grande mi mette in mano un numero di Bastard!!.
Lo sfoglio a ciclo continuo per almeno tre giorni.

 

Corpi femminili dalle forme spropositate, mostri eccessivi con fattezze che, spesso e volentieri, finivano per occupare più di una tavola, un protagonista arrogante, sfrontato, volgare e ignorante come un caprone nero: Bastard!! era la quintessenza dell’irruenza adolescenziale condensata in un fumetto. 
Kazushi Hagiwara non voleva noie: picchiava forte, anzi: picchiava sempre. Proprio quando pensavi che avesse raggiunto il limite, che si fosse spinto fino al massimo livello della tamarraggine (vedi sopra), lui esagerava ancora.
Del resto esagerare era l’unico modo per portare avanti Bastard!!. Fermarsi non avrebbe avuto senso. 

 

Io comunque avrei tre lauree ma vabbe’…

Wallman, questo il nome del fumetto (fortunosamente, ci tengo a sottolinearlo) scovato da Marco, di Bastard!! ha lo stesso spirito: la medesima oltranzista vocazione all’eccesso a qualunque costo.

Creato dal fumettista sudcoreano Boichi (Sun Ken Rock), Wallman è una successione anarchica di risse iperboliche, di sesso selvaggio, donne procaci, killer impossibili, volteggi tra grattacieli e demenza.

Boichi non si nasconde dietro a nulla: non si vergogna di fare sfoggio delle peggiori perversioni erotiche, di dare libero sfogo alla violenza più selvaggia o di orchestrare i siparietti comici più idioti e abusati.
C’è tanta di quella tamarraggine e arroganza in ogni tavola, in ogni vignetta, in ogni splash page, da bastare per almeno tre o quattro possibili pellicole di The Rock.

Eppure, esattamente come per le avventure di Dark Schneider, la potenza di questa serie sta tutta nel suo essere priva di mezze misure; in quelle esplosioni incontrollabili, e un po’ puerili, di erotismo e violenza che chiamano a raccolta gli istinti ferini, tanto dei protagonisti quanto del lettore.

E allora ritorniamo alla definizione iniziale: esagerato. Grezzo. Assolutamente privo di contegno o misura.

Intendi tamarro? No. Intendo Wallman.

 

giocatoresingolo giocatoresingolo: Ok. Diciamo che questa volta hai avuto culo!

 

 

A puntate nei denti – Wallman di Boichi
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