Miniserie in quattro volumi di Tetsuya Saruwatari, “Lock Up” ci offre un wrestling reale, non romanzato e fantasioso come avviene in Kinnikuman o nell’Uomo Tigre, una storia che ci porta dietro le quinte dello sport-entertainment senza farsi remore di mostrarci come funzionano realmente le cose durante gli incontri di questo verissimo sport finto.
Le vicende che portano alla risoluzione della storia sono molto umane, tanto che la serie ha una natura slice of life più che da manga sportivo, mostrandoci l’incredibile quotidiano di queste persone fuori dal comune, dagli allenamenti, allo studio della “gimmick” (il personaggio che un wrestler interpreta sul ring e, in parte, fuori), passando per tanti altri problemi personali legati al passato e al presente di ognuno dei wrestler della Akatsuki, visto che molti avranno dei capitoli appositamente dedicati per offrire all’autore la possibilità di approfondire questa o quella tematica.
Il tutto narrato con un sorprendente equilibrio tra crudezza e delicatezza, andando ad intrecciare una trama fondamentalmente melanconica, ma con un sorriso sereno e beffardo sul volto, il sorriso di chi sfida la morte per lavoro, d’altronde.

Lock UP 6
E qui si arriva ad un altro dei punti forti di “Lock Up”: per quanto sia una storia “verista”, riesce al contempo a donare la fortissima scarica adrenalinica delle storyline del wrestling televisivo, con il grande match al mega-evento come gran finale, che viene “carburato” da tutta una serie di eventi precedenti che aumentano la tensione tra i due sfidanti, portandoli spesso ad un passo dal confronto fisico (e talvolta facendoli effettivamente scontrare), con tutta una serie di soluzioni scenografiche ben note agli amanti della disciplina (basti pensare agli intensissimi confronti in cui i due wrestler stanno fronte contro fronte, scambiandosi parole di sfida l’un l’altro).
Tutto questo porta alla nascita di una storia di wrestling reale che finisce per narrare una storia di wrestling ideale, riuscendo ad emozionare il fan non solo per la grande accuratezza di situazioni e tecnicismi (qui ci vuole anche un plauso all’adattamento Panini, che ha mantenuto le terminologie necessarie intatte inserendo moltissime note esplicative), ma anche per la grande accuratezza con cui è stata creata una “storyline reale” nel manga, pur essendo fittizia in quanto opera di fantasia: “Lock Up” potrebbe essere benissimo una storia realmente accaduta, narrata però con i tempismi e i trucchi scenografici contornata da una rivalità feroce tra atleti.
Per fare un paragone che i fan più o meno esperti sapranno riconoscere, si ottiene un effetto simile alla storyline che ha portato alla vittoria di Daniel Bryan a WrestleMania 30: sul piano dell’immaginario, ci veniva narrata la storia di un wrestler che, nonostante avesse tutti i difetti che gli avrebbero potuto impedire di raggiungere il punto più alto che un atleta del suo campo possa raggiungere, ce la faceva, e nella realtà, accadeva che un wrestler che, nonostante avesse tutti i difetti che gli avrebbero potuto impedire di raggiungere il punto più alto che un atleta del suo campo possa raggiungere, ce la faceva.
Una realtà mascherata da fantasia in un metodo di narrazione che ha sempre offerto una fantasia mascherata da realtà, insomma.
Lock Up manga

Sul piano visivo, la mini-serie è realizzata in maniera encomiabile, con un tratto realistico e poco incline alle varie licenze artistiche tipiche dei fumetti orientali, a cui si concede solo di rado ed in maniera assolutamente garbata.
I fisici e i volti dei lottatori sono credibili, virili senza eccedere troppo sul nerboruto, e le mosse sono rappresentate in modo realistico ed accurato.
Gli sguardi sono inoltre estremamente curati, e dotati di grande espressività.
Di gran pregio sono anche gli sfondi, dettagliatissimi sia nell’arena che fuori, e le scelte registiche delle vignette e tavole hanno un taglio cinematografico, capace soprattutto di provocare riso o pianto nel lettore con le giuste tempistiche e accortezze visive.
“Lock Up” è una lettura adatta a chi ama le storie di grand’uomini, le vicende drammatiche narrate con il sorriso sulle labbra di chi, come Samson, è bravissimo a mentire dicendo che va tutto bene quando non è assolutamente così.
Ma soprattutto è una lettura adatta a tutti coloro che amano l’arte della lotta libera, sia che seguano gli show senza impegno di quando in quando in tv, sia che conoscano vita, morte e miracoli di qualsiasi atleta dal 1975 ad oggi.
Qui vi troveranno una trama reale abilmente camuffata da storyline esaltante, numerosi dettagli sapientemente inseriti per strizzare l’occhio ai fanatici, riferimenti non palesi ad atleti esistenti.
La storia di Samson è la storia di tanti wrestler leggendari, e al contempo la sua originale storia, sapientemente in bilico tra fantasia e realtà.
Come tutto il magico mondo del wrestling.

lock up color

I Consigli del Martedì: LOCK UP!!!
Tag:                 
  • Marco

    Hai citato Daniel Bryan, quindi ti amo.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: