Il bello di aprire una nuova rubrica è che, ogni volta che succede, l’intera redazione di TNE si guarda in cagnesco: entro quando riusciremo a farla chiudere questa volta?
E vabbe’. Se fa quel che se po’, come si suol dire.

Sicuramente non si può mettere in dubbio l’amore del nostro Alessio Ceccotti per i giochi da tavolo: sarà lui a raccontarvi, di volta in volta, un progetto interessante legato a questo mondo sempre in fermento.

E quindi oggi a che si gioca?
La parola ad Alessio:

Quanti di voi ricordano la serie britannica Robot Wars? Vi rinfresco la memoria: Robot Wars era una serie televisiva andata in onda per sette edizioni dal 1998 al 2004 (in Italia solo dal 2000 al 2001) incentrata su combattimenti fra robot telecomandati. Avete capito bene: combattimenti fra robot telecomandati, con tanto di arpioni, uncini, lanciafiamme ed ogni altra sorta di arma che mente umana è in grado di concepire. Per quell’unico anno che Robot Wars è andata in onda in Italia (su Italia 1) è stata forse la sola ed unica cosa nerdica decente presente in televisore. Poi, misteriosamente, più niente. Vuoto pneumatico. Quando anche la serie britannica fu cancellata molti addolorati fan si rassegnarono all’inevitabile. Robot Wars era finito!

Qualcuno ha trovato il modo di farci rivivere quelle stesse emozioni tramite il prototipo di un fantastico gioco da tavolo presentato al PisaCon di quest’anno. Opera di un coraggioso team di Firenze formato da fan che non hanno dimenticato il buon vecchio Robot Wars, U.L.T.R.A. si può davvero definire un gioco in grado di farci vivere degnamente la sensazione di stare prendendo parte a un combattimento fra robot? La risposta è decisamente sì!
Procediamo con ordine: Il progetto U.L.T.R.A. è ancora un prototipo in fase di sviluppo ma questo non ha sminuito l’esperienza di gioco e in ogni caso la versione completa sarà presentata su Kickstarter a partire dal 31 marzo di quest’anno.

Inoltrandoci nelle meccaniche di gioco possiamo dire che la prima fase è dedicata alla costruzione di un robot, con un design di stampo Steampunk, a piacimento. Inizialmente sul tavolo sono presenti un gran mucchio di carte pezzi sparse a caso ed i vari giocatori devono pescare una carta a turno cercando di assemblare il più velocemente possibile il robot con le caratteristiche migliori. Le carte di assemblaggio sono di tre tipologie: corpo centrale, sistema di locomozione ed arma. La versione prototipo presentata al PisaCon riguardava solo i robot più piccoli quelli che si potrebbero definire pesi piuma. Per assemblare questi piccoli robottini è necessario posizionare sul tavolo correttamente solo tre pezzi costituti da una carta per ognuna delle tipologie. Il corpo centrale è il cuore stesso del nostro robot
e rende visibili diverse connessioni alle quali dovremmo attaccare i vari componenti aggiuntivi. La carta corpo centrale ci informa anche sui punti ferita di cui può disporre il nostro robot, nel caso in cui decidessimo di utilizzare quel determinato pezzo.
Una volta scelto il corpo centrale potremmo posizionare le carte sistema di locomozione e le carte armi. Anche queste carte hanno una connessione applicabile alle connessioni del corpo centrale. Potremmo ritrovarci con ruote, cingoli o zampe di ragno del sistema di locomozione ognuna di queste carte con un diverso numero di punti movimento oppure ci ritroveremo a dover scegliere fra oggetti come arpioni, martelli e tenaglie ognuno di questi ovviamente con un diverso numero di punti attacco (nella versione prototipo per adesso sono disponibili solo armi ravvicinate).
Ed ecco alla fine il nostro robottino è pronto al combattimento. Se sarete stati ingegneri efficienti e veloci allora vi sarà data la possibilità di perfezionare la vostra creazione, in attesa dell’avversario.
Non è tuttavia solo una questione di numeri. Infatti ogni carta sistema di locomozione vi informa pure sul tipo di movimento che è possibile fare sulla mappa. Così come ogni carta arma vi informa sulla tipologia di attacco eseguibile.
Ad esempio potrete potervi muovere in diagonale con un certo tipo di ruote ma non attaccare in diagonale con un certo tipo di tenaglie. Pertanto nella foga della costruzione dovremo osservare bene ciò che abbiamo pescato dal mucchio ed arrangiarci al meglio mettendo in pratica le nostre abilità ingegneristiche.
Ed ora? Scendiamo nell’arena!
Ed invece no: anche l’arena va costruita! A turno i giocatori posizioneranno stanze, trappole e oggetti bonus sul campo di battaglia meditando bene cosa collocare e dove, in base alla strategia che si pensa di adottare. Ogni stanza è composta da una griglia su cui muovere i robot. Ogni trappola o oggetto sul campo di battaglia si attiva semplicemente passandoci sopra o spingendoci sopra il robot avversario.
Anche le pareti possono provocare danno se un robot viene schiacciato su di esse.

Anche gli ingegneri migliori del mondo saranno messi a dura prova nell’arena: come accennato prima il corpo centrale del vostro robot vi informa sul numero di punti ferita a disposizione. Questi punti ferita sono visualizzati tramite una carta rotelle dentate: più ruote si hanno maggiori saranno i punti ferita disponibili, quindi ponendo un segnalino sulle rotelle dentate e spostandolo dopo ogni danno ricevuto si possono visualizzare facilmente i propri punti ferita rimasti (per coloro che hanno familiarità con Bang! è la stessa cosa del segnare i propri punti ferita con la carta pallottole).

In U.L.T.R.A. esistono due metodologie di attacco: una molto classica consiste nel colpire il robot avversario effettuando dei danni; si tirano un certo numero di dadi a seconda del tipo di arma in dotazione, ogni dado è diviso a metà fra successo e fallimento, se si effettua un successo allora il nostro robot potrà infliggere un danno al nemico. A questo punto il robot avversario cercherà di difendersi con lo stesso sistema e se effettua un successo in difesa questo annullerà il nostro attacco.
Il secondo metodo è più particolare: consiste infatti nel sollevare un robot avversario e trascinarlo a piacimento sulla mappa posizionandolo sulle trappole o facendolo sbattere contro le pareti. Questo sistema rispecchia il precedente, quindi e se si effettua un successo e se la difesa del robot avversario fallirà, allora lo si potrà sollevare. Un sistema di combattimento dunque molto semplice ma che permette allo stesso tempo di effettuare azioni  diversificate.
Questo è per adesso U.L.T.R.A. nella sua versione base.
Tuttavia molto altro viene in questo momento forgiato e testato nei laboratori del team a Firenze. Gli sviluppatori parlano già di un sistema di energia che consentirà di usare armi ed equipaggiamenti complessi. Vi saranno armi da fuoco a distanza. E soprattutto per tutti i fan di Robot Wars sappiate che vi saranno anche i Robot della Casa. I super-robot che, nella serie, se ne stavano a bordo mappa aspettando solo che qualche robot sfortunato invadesse il loro territorio per esibire le loro potenza distruttiva. Nella storia di RW, solo pochissimi sono riusciti a resistere ai colpi di questi mostri e le controparti di U.L.T.R.A. rispetteranno questa caratteristica: saranno dunque dei robot più grandi e molto più potenti che verranno utilizzati dai giocatori che sono già stati eliminati dal gioco per disturbare la partita degli altri giocatori.

Il prototipo dei giocatori ideali

Concludiamo augurando tutto il meglio al progetto U.L.T.R.A., salutando il team creativo e riportandovi i contatti con i quali vi sarà possibile tenere d’occhio il gioco:

Instagram: theultraproject
E-Mail: theultraproject@hotmail.com
Facebook: www.facebook.com/ultraboardgame/

SI DIA INIZIO AL MASSACRO ROBOTICO!

A che si gioca? – U.L.T.R.A.
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