Primo Atto:

L’impresario scostò lentamente il tendone del sipario e guardò al di là nel vasto teatro illuminato a giorno da una moltitudine di luci scintillanti. Tutti i posti in platea erano occupati, così come la stragrande maggioranza dei palchi. Persino il loggione nella parte più alta era stracolmo di gente. La luce rimbalzava sul legno dorato mettendo in risalto ogni più piccolo particolare di quel magnifico e grande teatro, mentre gli spettatori vociferavano fra loro in un brusio continuo ma allo stesso tempo silenzioso. Nessuno sembrava azzardarsi ad alzare la voce oltre un certo limite come per timore di rovinare quell’atmosfera eterna e bellissima. Quello era il momento che l’impresario amava di più in assoluto nel suo lavoro: poco prima che l’opera avesse inizio. Mesi di prove, anni per radunare e formare i cantanti giusti per ogni ruolo, tutto lo aveva condotto a quel preciso istante. L’impresario iniziò a pensare a voce alta “C’è persino sua maestà il Re sul palco d’onore! Con tanto di consorte, figli e metà del governo. Questa sarà la mia notte! Questa notte…”

Signore! Signore!”

Era la voce di Francis Battenberg, un giovane studente inglese reclutato nella compagnia da circa un anno. Quella voce spezzò l’atmosfera idilliaca. L’impresario richiuse il tendone del sipario, tuttavia non sgridò Francis per l’interruzione. Voleva bene a quel ragazzo, sapeva riconoscere il talento quando lo vedeva e sapeva che un giorno Francis sarebbe diventato un grande della lirica.

“Francis cosa c’è di così urgente?”

“Signore!” rispose il giovane impacciato e visibilmente preoccupato “si tratta dell’Immenso!”.

L’Immenso! No! Qualunque problema con l’Immenso sarebbe stata una catastrofe. Lui era il perno centrale dell’opera di quella sera. Il Giovanni del Don Giovanni! L’impresario cercò di mantenere la calma.

“Va bene figliolo, dimmi esattamente cosa succede”.

“Vedete…” il ragazzo sembrava ancora esitare mettendo a dura prova i nervi dell’impresario “è chiuso nel suo camerino da due ore e… ebbene… non vuole andare sul palco!”.

“In nome di Sigfrido e di tutte le valchirie! Non è possibile! Non Stasera! Per quale dannato motivo?”

Ma non dette il tempo a Francis di rispondere, inforcando il corridoio che portava ai camerini veloce come un cavallo imbizzarrito. Sulla strada incontrò la giovane Luisa Magrati: una bellissima ragazza fiorentina già professionista affermata della lirica. Era pronta e vestita con il costume di Donna Elvira, altra protagonista del Don Giovanni. I due si scambiarono uno sguardo rapido in cui Luisa sembrò dire all’impresario “adesso siamo d’avvero in guai seri!”. Evidentemente tutti nella compagnia meno che lui sapevano che cosa stava accadendo.

E così arrivò infine di fronte al camerino dell’Immenso, il più grande cantante lirico del mondo. Bussò alla porta non con meno violenza di come avrebbe fatto la statua del Commendatore di Siviglia.

“Immenso! Apri la porta per favore!”

Dall’interno si udiva solo un pianto a dirotto. Poi una massiccia voce tuonò propagandosi come un fiume in piena in tutto il corridoio.

“Non posso! Non posso farlo! Non posso cantare stasera” e giù con un pianto interminabile.

Almeno non ha perso la voce! Pensò l’impresario.

“Si che puoi!” rispose prontamente “ci siamo preparati per tre mesi per questo spettacolo. Immenso ti prego apri la porta”.

“Non ce la faccio! Non sono in serata!”

L’Impresario adesso ne aveva d’avvero abbastanza, stavano succedendo troppe cose a meno di mezz’ora dall’inizio dello spettacolo. Del suo spettacolo! Quindi stavolta fu la sua voce  a tuonare: “Immenso! In qualità di tuo impresario io ti ordino di uscire subito dal camerino!”

Come unica risposta si udì un oggetto di vetro schiantarsi contro la porta e poco dopo il cantante urlò di lasciarlo stare, rimettendosi subito a piangere senza freni.

Quella sera…non si sarebbe esibito.

L’Impresario si voltò verso il corridoio e vide che tutta la compagnia era lì che lo guardava. Erano tutti già pronti per calcare il palco con i rispettivi costumi. Aspettavano i suoi ordini, ma lui in quel momento si sentiva come Napoleone a Waterloo. Sconfitto! E per giunta prima ancora di cominciare la battaglia. No! Non doveva cedere! Il Don Giovanni quella sera doveva andare in scena, non importava come, doveva solo trovare un modo.

Aspettò qualche minuto per riordinare i pensieri nel silenzio più assoluto di tutti. Alla fine un’idea effettivamente si fece strada nella sua mente e di sicuro, in trent’anni di carriera nel teatro lirico, quella era la più pazza che gli fosse mai venuta in mente.

“Dove è Francis?” chiese l’impresario.

Nessuna risposta.

“Francis! Per Dio vieni qui!”

Alla fine il ragazzo sbucò dal fondo del corridoio.

“Signore?” rispose.

“Vestiti da Don Giovanni”.

L’impresario fu il primo a meravigliarsi delle sue stesse parole, ma non c’era scelta! Tutta la compagnia lo guardò ammutolita. Francis, che non aveva mai recitato prima su un palco, avrebbe avuto la parte del protagonista! Certo aveva talento, su questo non c’era dubbio, e nelle prove che avevano fatto prima di reclutare l’Immenso si era dimostrato un Don Giovanni grandioso. Conosceva la parte a memoria, ma avrebbe retto alla pressione di essere sul più grande palco del mondo?

Francis sembrò sul punto di piangere “Signore io…”

“Vestitelo!” tuonò l’impresario “fra quindici minuti si va in scena! Muovetevi!” e questo pose fine ad ogni discussione. La compagnia si mosse immediatamente e trascinò via il giovane per il corridoio, portandolo nella sala trucco. Quindici minuti dopo un impacciato

Francis-Don Giovanni si presentò. Si era calmato e sembrava sereno, forse si era convinto di potercela fare. O forse pensava di sognare.

L’impresario gli sorrise affettuoso e gli sussurrò all’orecchiuto “fagli vedere cosa sai fare ragazzo!”.

“Si signore!” rispose deciso Francis. Adesso era pronto.

“Sipario!” urlò l’impresario ed il tendone sul palco si aprì. Ora non si sarebbe più tornati indietro! I cantanti iniziarono a cantare, l’orchestra a suonare e l’opera iniziò. L’impresario doveva dare l’impressione di avere la situazione sotto controllo, ma la dura verità era che dentro di sé era pieno di timori e non potette fare a meno di mormorare: “Che il fantasma di Salieri ci protegga tutti quanti!”

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Secondo Atto:

Quando ho proposto di recensire con un lungo articolo un gioco da tavolo basato sull’Opera Lirica ho ricevuto risposte diverse ma allo stesso tempo molto simili, che variavano dal “che cosa ti sei fumato al PisaCon?” al “ti sei bevuto il cervello?” ed ancora “Cosa vuoi recensire? Un gioco da tavolo sull’Opera lirica? Sai, conosco un bravo psichiatra penso e che dovresti fargli una visita!”. Che posso dire? Forse sono ammattito sul serio. Colui che probabilmente è il responsabile della mia pazzia si chiama Simone Tansini, forse è persino più matto di me, anche se più probabilmente è un genio come ne nascono uno ogni cento anni. Simone Tansini è un cantante lirico professionista e vive a Piacenza. Egli è il padre di “Sipario! Chi E’ Di Scena”. La sua motivazione quando gli ho chiesto perché creare un gioco da tavolo sull’opera lirica è stata questa : “Alcuni anni fa, dei giovani furono selezionati per fare i figuranti ne L’Italiana in Algeri al Teatro Municipale di Piacenza dove lavoravo. Con loro grande sorpresa scoprirono questo: facendo teatro ti puoi anche divertire. Il fatto che dei ragazzi d’oggi si fossero stupiti del fatto che facendo teatro ti puoi anche divertire è stato per me come un fulmine a ciel sereno! Ed è da li che mi sono imposto una missione: portare il mio ambiente, visto spesso come estremamente elitario, al di fuori dei teatri e farlo conoscere ai giovani in attraverso una luce nuova. Così iniziai a lavorare su un gioco da tavolo riguardante l’opera lirica. Due anni dopo finalmente era pronto “Sipario! Chi E’ Di Scena”.

Ci tengo a precisare che personalmente non sapevo assolutamente nulla di teatro lirico, prima di giocare a Sipario, eppure ho imparato moltissimo su questo mondo sconosciuto anche solo dopo i primi dieci minuti al tavolo. Ma soprattutto l’ho fatto divertendomi. Per quanto mi riguarda, dunque, posso affermare senza alcun dubbio che Simone Tansini ha avuto successo nella sua missione.

 

“Ora dunque sedete ed ascoltate perché mi accingo a narrarvi del gioco che è stata la vera sorpresa del PisaCon di quest’anno: Sipario!”

 

Terzo Atto:

Sipario è un gioco strategico basato interamente sulle carte; ve ne sono tre tipologie: carte opera lirica, carte cantante e carte azione. Il giocatore veste i panni di un impresario teatrale che gestisce una compagnia di artisti. Il suo scopo è quello di mandare in scena più opere possibili (delle tre ricevute ad inizio partita) per guadagnare punti notorietà più in fretta di quanto facciano le compagnie liriche avversarie. Oltre alle carte molto importate è anche il denaro, nel gioco chiamato “Ori”, che dovrà essere utilizzato con parsimonia a seconda delle circostanze. Ogni carta opera lirica corrisponde ad una reale opera lirica e per mandarla in scena è sufficiente radunare le giuste carte degli interpreti. Semplice vero? In realtà no. I cantanti non sono tutti uguali essi infatti si dividono per sesso, tonalità di voce e ruolo, e ogni ruolo riportato sulle carte opera dovrà veder soddisfatti questi tre requisiti. Dunque mettere insieme i cantanti giusti non sarà un impresa semplice. Soprattutto se si considera il fatto che si possono tenere in mano al massimo 13 carte, quindi laddove vi sono opere con una diecina di ruoli, trovare le giuste combinazioni non sarà un’impresa da poco. Le tonalità di voce totali per ogni cantante sono sei. Vi sono tre tonalità maschili : Tenore, Baritono, Basso. E vi sono tre tonalità femminili : Soprano, Mezzosoprano, Contralto. Tuttavia la cosa che distingue maggiormente un cantante da un altro è la sua abilità canora. Il mondo del teatro è gerarchico, potremmo quasi affermare che sia diviso in vere e proprie caste, ed il gioco riprende strettamente questa suddivisione. Essa comprende in ordine crescente Studenti, Debuttanti, Ugole D’Oro, Grandi Interpreti ed infine al livello più sublime: le Prime Donne.

  • Studenti : Sono il livello più basso nell’ambiente del teatro lirico. Gli studenti non cantano mai e salgono sul grande palco solo in rare occasioni per le parti di recitazione senza canto o di muto. Tuttavia gli studenti sono comunque molto utili per racimolare denaro in fretta, cosa di cui parleremo più avanti. Forse un giorno anche uno studente potrà diventare famoso in questo ambiente ed esibirsi sul grande placo diventando debuttante… un giorno…
  • Debuttanti : Sono cantanti al loro primo ingaggio. Emozionati che sia finalmente arrivato il grande giorno in cui si esibiranno per la prima volta. La particolarità dei debuttanti e quella che alcuni di loro possono cantare anche con tonalità di voce diverse dalla propria. Nello specifico i Debuttanti Baritoni possono cantare anche come Bassi mentre i Debuttanti Mezzosoprani possono cantare anche come Contralti. I Debuttanti interpretano i personaggi definiti di “Seconda Parte” all’interno dell’opera.
  • Ugole D’Oro : Sono professionisti affermati della lirica.Essi interpretano i personaggi definiti di “Prima Parte” all’interno dell’opera. La loro particolarità sta nel fatto che se vengono pagati un piccolo “extra” di 2 ori accettano di interpretare anche una “Seconda Parte”.
    • Grandi Interpreti : Da qui iniziamo a veder sfilare i “pezzi grossi” del teatro lirico. Coloro che si sono fatti un nome in anni di carriera. I Grandi Interpreti sono nati per fare un’unica cosa all’interno di un’opera, ossia interpretare il “Ruolo Principale”. Tutti i fari del palco sono punitati su di loro. Un grande interprete tuttavia sa anche adattarsi alle situazioni per cui un uomo potrà cantare tutti i ruoli maschili e una donna tutti quelli femminili, prescindendo dalla vocalità che li caratterizza. Ovviamente se un grande interprete verrà impiegato nella giusta tonalità di voce necessaria per il “Ruolo Principale” allora l’opera risulterà molto più bella e vi sarà un bonus di punti notorietà.
    • Prime Donne: Il meglio del meglio. Questi cantanti non sono comuni mortali, essi sono leggende! Ne esistono solo sei in tutto il gioco ed al contrario di quando possa suggerire il nome non sono solo donne. Di base essi hanno la stessa funzione dei Grandi Interpreti tuttavia fare uno spettacolo con una Prima Donna significa avere un successo assicurato. Tuttavia le Prime Donne non sono prive di difetti:
      • Devono essere pagate molto profumatamente per esibirsi.
      • Devono essere pagate altrettanto profumatamente per essere licenziati (ossia scartati dalla mano).
      • Non sopportano che all’interno della compagnia (ossia nelle carte in mano) vi siano altre Prime Donne.
      • Voglio esibirsi appena possibile ossia il primo spettacolo da debuttare dovrà vederle in scena.
    • Il Matto : E’ un cantante speciale unico in tutto il gioco. E’ in grado di effettuare qualunque ruolo e qualunque tonalità, ma può anche trasformarsi in qualsiasi carta azione. Di fatto è la carta più potente del gioco.
      La vostra compagnia non si dedicherà solo alle opere liriche, infatti vi sono altri innumerevoli piccoli spettacoli che si possono mettere in scena nel proprio turno per poter guadagnare denaro in fretta e talvolta anche un po’ di notorietà. Dal “Saggio Di Classe” con gli studenti al “Concerto Di Capodanno” con Prime Donne e Grandi Interpreti. Vi sono una marea di opportunità secondarie che danno al giocatore varie scelte. Sapere quali spettacoli mandare in scena al momento giusto e con quali cantanti è la chiave per il successo.

Turno, dopo turno, dopo turno, pescando una carta alla volta ed eliminandone un’altra, avete infine radunato le carte cantati giuste.

Bene quindi si va in scena. Ma attenzione! Perché tutto può andare storto una volta sul palco.

E ciò che può mandare a monte uno spettacolo si chiama “Carta Azione”. Vi sono tre tipologie di carte azione : Negativa, Positiva e Neutra. Le carte negative sono carte di attacco che vengono lanciate contro gli spettacoli o i cantanti avversario per fare in modo che l’esibizione salti o riesca male. Le carte positive sono carte di potenziamento dei propri artisti o difesa dei medesimi, per proteggerli dalle perfide carte azioni nemiche. Mentre le carte neutrali possono essere giocate in qualunque momento e prevedono soprattutto la possibilità di poter vedere o scambiare le proprie carte con le carte avversarie (comprese le carte opera) per ordire trame sempre più subdole.

Ci sono carte azione praticamente per qualunque cosa.

Vi manca un cantante maschile per il ruolo principale ma avete una bravissima cantante donna? Utilizzate un travestimento e trasformatela in un uomo. Volete qualcosa in più per il vostro spettacolo? Pagate una grande orchestra o pagate il pubblico per applaudire. Desiderate non far esibire un cantante avversario? Procurategli un bel virus intestinale oppure fatelo innamorare di una delle vostre cantanti. C’è solo l’imbarazzo della scelta.

Quarto Atto:

Giungiamo dunque alla fine del nostro viaggio dentro Sipario. Vi sarebbe ancora molto altro da scrivere su questo bellissimo gioco, ma purtroppo il nostro tempo è scaduto. E dunque non mi resta che consigliarvelo sia per l’originalità del tema sia per le dinamiche di gioco che lasciano una libertà disarmante al giocatore. Ma prima è doveroso fare un ultimo elogio anche all’aspetto artistico di questo prodotto che come vi sarete già resi conto guardando le varie immagini di questa recensione è d’avvero di alto livello. Ogni immagine ha un significato ben preciso legato all’opera che rappresentano ma questa è una cosa che credo ognuno debba scoprire con il tempo giocando e spinto dalla curiosità di indagare. Infine vorrei salutare Simone Tansini nel modo che più si adatta ad un uomo di spettacolo, ossia augurandogli un applauso interminabile da parte di tutti per questa sua fantastica creazione.

Maggiori info su:

web: www.sipariogame.it

 

A che si gioca? Sipario! Chi è di scena
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