Salve a tutti retrogamers!!!

Ho pensato a lungo a quale sarebbe potuto essere il prossimo gioco “old” da trattare ma, dato che ultimamente ho ripreso in mano la Wii U in maniera più costante, ho un articolo mixato.

UN MINIMO DI STORIA

Torniamo a parlare di Nintendo e le sue fantastiche esclusive:

StarFox 64 (Nintendo 64, classe 1997) è un “bullet hell” con ambientazione spaziale, che alterna fasi di gioco “su binari” a fasi di movimento libero all’interno delle mappe (fasi giustificate dal gioco stesso come modalità A TUTTO CAMPO dell’Airwing, l’astronave che piloteremo).
Lo scenario è il seguente: abbiamo una squadra di animali antropomorfi che devono salvare il sistema planetario Lylat dalla minaccia di Andross, uno scienziato malvagio che precedentemente era stato esiliato sul pianeta Venom, ma che ora sembra essersi risvegliato e tornato a fare dei danni.
Il generale Pepper dell’esercito di Corneria (pianeta diametralmente opposto a Venom, e con questo dovreste aver capito quali sono i livelli iniziale e finale del gioco) recluta una squadra per affrontare la minaccia incombente che ormai si è già spinta fino al suo pianeta, quindi direi che gli girano abbastanza ad elica in prima persona.
Neanche a farlo apposta, il padre del protagonista guidò, a costo della vita, la spedizione che imprigionò Andross, per cui anche lui ha un ottimo movente per affrontare la missione e vendicarsi.

LA SQUADRA

Star Fox non è solo il nome del gioco, ma anche il nome del nostro team, composto da 4 componenti:

  • Fox McCloud: il classico protagonista figo, abile, coraggioso; un vero leader.
  • Falco Lombardi: è come Raffaello per Donatello nelle Tartarughe Ninja (Vegeta per Goku in Dragon Ball ecc…), incarna lo stereotipo del rivale cupo, scontroso, ma altrettanto figo, se non di più (infatti è il mio preferito in assoluto)
  • Peppy Hare: l’anziano del gruppo, quindi molto saggio e prudente, era nella squadra del padre di Fox ma, evidentemente, a lui è andata molto meglio
  • Slippy Toad: il più giovane (quindi si caccia sempre nei guai e bla bla bla… avete capito), aiuta molto il team con l’analisi dei punti deboli dei nemici

Nel corso della loro avventura, i nostri eroi vengono contrastati più volte da un altro team, ovviamente cattivi e devoti ad Andross, chiamati Star Wolf.
Uhm… come si chiamerà il leader di questo gruppo ma soprattutto che animale sarà?Ma pensa un po’, quattro componenti anche loro; Ahhhhhhhhhh i giapponesi, nei videogiochi fanno sempre tutto nella maniera più intuitiva e semplice possibile!!!

MA QUINDI QUESTO CAPITOLO PER WII U?

Quando mi hanno regalato Star Fox Zero sapevo ben poco di questo titolo, soprattutto il fatto che si trattasse dell’ennesimo reboot del primo episodio, un po’ come accadde per il primo Resident Evil, riproposto in tutte le salse su tutte le console del globo.

Sono rimasto deluso? Assolutamente no!!!

No perché, dopo aver spolpato StarFox 64 nella sua versione 3DS, e riaver giocato al vecchio senza mai stancarmi, finirlo un’altra volta in alta definizione si è rivelato veramente piacevole, segno che questo brand ha realmente qualcosa da dire.

Ma arriviamo al dunque: quali sono le differenze sostanziali fra le due versioni, giga-milioni di pixel in più a parte?

Partiamo da un tasto molto dolente: i controlli.
Chi ha giocato molto la versione N64 sa che lo stampo di questo gioco è arcade, quindi intuitivo: ad esempio il mirino segue i movimenti dell’astronave, quindi ci si può concentrare di più sullo schivare i colpi.
Sulla WII U i controlli SONO UN FOTTUTO CASINO!
Con il paddone abbiamo una visuale (in prima persona, detta VISUALE ABITACOLO) nel quale il veicolo può essere ruotato sfruttando i sensori di movimento, con gli stick spostiamo la visuale generale e l’astronave, per cui il mirino si muove anche in questa maniera, ma siccome quest’ultimo perde il lock facilmente dobbiamo sempre premere un tasto per centrarlo nuovamente, più un altro tasto che serve a fissare il target su un nemico; in tutto questo non abbiamo ancora sparato… ALLUCINANTE!!!
Le prime sessioni di gioco sono state traumatiche a dir poco, tanto che ho cercato su internet perché mi sentivo realmente impedito (game over al secondo stage) e ciò che ho letto mi ha rincuorato un pochino: provate a cercare una qualsiasi recensione su internet e capirete.
Fortunatamente, con molta pazienza, sono riuscito a prenderci la mano e portare a termine comunque il gioco, ma la questione controlli non può che lasciare un po’ di amaro in bocca.

Un’ altra differenza sostanziale è rappresentata dalle rotte alternative.
In StarFox 64 c’erano delle uscite secondarie all’interno dei livelli che permettevano di raggiungere altri pianeti ed in genere si sbloccavano compiendo determinate azioni in punti specifici del quadro (un completista incalito, come il sottoscritto, non può ritirarsi dallo scoprirle tutti i pianeti e modi per arrivarci).
Questa caratteristica è stata ereditata anche da SFZ, ma mentre prima queste scorciatoie erano disponibili fin da subito, dando quindi la possibilità di finire il gioco in più modi, in questo capitolo appaiono solo dopo aver completato almeno una prima volta i pianeti principali: gli sviluppatori hanno voluto togliere tutti i dubbi su quale fosse la main quest del gioco, rendendo opzionale il resto.

Passiamo ai veicoli.

Nella versione old gen, oltre al classico Airwing, potevamo pilotare il Landmaster (carro armato) e il Blue Marine (sottomarino).
In questo è stato tolto il Blue Marine e sono stati aggiunti il Walker (robot bipede), il Gravmaster (astronave più massiccia dell’Airwing) e il Gyrowing ( aircraft munito di robot che serve a sbloccare determinate chiusure elettroniche); la cosa che ho apprezzato moltissimo è la possibilità di switchare in tempo reale fra i vari veicoli con la sola pressione di un tasto (non proprio liberamente, l’Airwing si trasforma nel Walker e viceversa, il Landmaster nel Gravmaster e viceversa, il Gyrowing non ha mutazioni): questo dà la possibilità di affrontare il livello in modi differenti e aggiunge anche quel tocco da hardcore gamer, che male non fa.

Ultima, ma non in termini d’importanza, la difficoltà: è un pò difficile stabilire un grado oggettivo di difficoltà di questo gioco, dato che dipende MOOOOLTISSIMO da quanto tempo ci mette il giocatore ad acquisire familiarità con tutto, ma diciamo che continua a essere un livello abbastanza bilanciato, sicuramente non impossibile ma nemmeno per casualoni.

Nonostante ci siano, tra l’altro giustamente, delle differenze con il capostipite, SFZ ha saputo mantenere a mio avviso uno standard qualitativo molto alto, sia a livello tecnico che a livello di gameplay.

Tuttavia, vuoi per i controlli, vuoi per le diverse meccaniche non proprio intuitive, l’impatto che ha avuto su di me non è stato immediato come quello che per il predecessore: mi ci è voluta un bel pò di pazienza per apprezzare il titolo a fondo, pazienza che magari non tutti hanno avuto o avranno.

In conclusione:

  • Caldamente consigliato se siete amanti della saga e cercate un gioco che vi proponga un buon livello di sfida.
  • se siete giocatori occasionali e non siete in vena di eccessivo sbattimento, lasciate perdere e buttatevi sul capitolo per 3DS, molto più “ready to go”.

 

 

Venerdi retro: Star Fox 64 VS Star Fox Zero
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