Ognuno di noi ha un ricordo sbagliato dell’infanzia. Sai perché diciamo sempre che era l’età più bella? Perché in realtà non ce lo ricordiamo più com’era!

Il Sorpasso

Se c’è una cosa che fa vendere i biglietti è la nostalgia. Il caldo mantello dei ricordi ci avvolge e ci rassicura, proiettando sul maxischermo del nostro cervello un film rassicurante, pieno di immagini e riferimenti a cose già avvenute. il passato ci conforta, un po’ perché, per l’appunto, è già accaduto, un po’ perché simbolico di un periodo della nostra vita in cui «eh, come si stava meglio quando…».
Un’operazione nostalgia perfetta è in atto proprio in questi giorni: cos’altro è Pokémon-Go se non una capsula spazio-tempo sulla nostra infanzia? La riprova sta anche che, di oltre 700 specie, siano state selezionati solo i primi 151 pokémon, ovvero quelli di Pokémon Blu, Rosso e Giallo, ovvero la prima generazione (1998), la mia.
Ma oltre ai pokémon il fattore nostalgia è riscontrabile in tutti i remake che stanno intasando i cinema: da Indiana Jones a Star Wars, passando per l’imminente Ghostbusters. Eppure, in mezzo a tutti questi nomi e queste lacrime dorate non ho trovato spazio per un gruppo di amici con cui ho condiviso l’infanzia. E non sto parlando di un prodotto di nicchia che mi inculavo solo io perché ero già radical chic a sette anni, no: sto parlando di un blockbuster multimilionario con ben 13 film all’attivo!
Sto parlando di… Alla Ricerca Della Valle Incantata.

Lo so, adesso che l’avete visto avete fatto ahhh ma io lo conosco… l’avrò visto cento volte! E certo che l’hai visto cento volte, non si fanno dodici sequel di un prodotto che nessuno guarda.
Eppure facebook e cinema non parlano di Piedino & Friends, la pagina news di google al riguardo è vuota.
Possibile dimenticarsi così di qualcuno che per noi ha significato così tanto?

Questo è esattamente il modo in cui ti sei comportato con Piedino!

Cerchiamo allora di rendere giustizia a questo e altri film abbadonati, come cani ad agosto, lungo l’autostrada della vita.

Alla ricerca della Valle Incantata (The Land Before Time) è un film del 1988 diretto da Don Bluth. Prodotto dai Sullivan Bluth Studios e dalla Amblin Entertainment di Steven Spielberg (che figura come produttore esecutivo con George Lucas), è un film d’animazione la cui trama è incentrata su cinque cuccioli di dinosauro di specie diverse che si mettono in viaggio per trovare la Valle Incantata, un’area risparmiata dalle devastazioni dei tempi preistorici.

La Valle Incantata fu un successo mondiale di pubblico e critica, tanto da produrne altri dodici film (senza Lucas e Spielberg però) e una serie-tv; oltre a vario merchandise e gli immancabili libri.

Piedino, Tricky, Ducky, Petrie e Spike, quest’ultimo persino affetto d’autismo!, erano i protagonisti principali, a cui nel tempo si è aggiunto Mordicchi, un cucciolo di Dentiaguzzi (T-Rex) che preferisce mangiare gli insetti piuttosto che i suoi amici (contento lui).
La Valle Incantata benché fosse un prodotto per bambini, pregno di insegnamenti tipici del genere, quali: credere in se stessi (Piedino che guida il branco nella Valle Incantata pur non essendo creduto da nessuno); affrontare le proprie paure (Petrie che soffre di vertigini e non riesce a volare; affrontare il denti aguzzi); farsi degli amici e rispettarli (Trickie, scontrosa e spaccona che impara a collaborare), era tutt’altro che un film leggero e spensierato.
All’inizio del film la madre di Piedino muore, in pieno stile Bambi, per le ferite riportate da un duello con un Dentiaguzzi. Il film quindi – 6 anni prima del premiatissimo Re Leone – trattava di una questione delicatissima come quella del superamento di un lutto, e non un lutto qualunque ma quello di un genitore per un bambino.
Fortunatamente nella mia famiglia non c’è mai stato niente di simile, però ricordo con piacere le ore passate a guardare Piedino con mia sorella e mio fratello, e ognuno di loro ovviamente era un dinosauro della compagnia.
Come è stato possibile scordarci di quei simpatici dinosauri?
Adesso vi dimostrerò che Piedino però non è solo, ma in buona compagnia.
Chi altri abbiamo dimenticato?

Il salto più famoso della storia del cinema non è quello della staccionata di Olio Cuore, ma la scogliera di Free Willy.
Vi ricordate l’amicizia tra il bambino discolo che suona l’armonica e l’Orca Assassina che fa spettacoli in un parco acquatico? Lo so che ve lo ricordate, la scena della scogliera è un cult indimenticabile ripreso dai blasonatissimi Simpson per ben due volte: in uno special di Halloween (quello dove i delfini conquistano Springfield), e in un’altra puntata che incredibilmente non ho visto.

Eppure Free Willy è scomparso, probabilmente fritto in qualche McDonald americano.

Signore e signori, gli anni ’90, ovvero quando l’horror era una figata.
I Piccoli brividi, così come la fabbrica dei mostri, stanno per rivivere il loro meritato momento di gloria – non ci sono notizie al riguardo, è una sensazione che ho spulciando facebook – ma fino a questo momento non se li è filati nessuno.

Piccoli Brividi era una serie numerosissima di libri scritta dal newyorkese R. L. Stine, celebre la saga del Pupazzo Parlante, da cui venne tratta anche una serie-tv e numerosi gadget.
I libri non finivano quasi mai bene, anzi, alcuni vedevano il protagonista punito; ricordo una storia dove una ragazza finiva tramutata in passero e, presumibilmente, viveva così fino alla fine dei suoi giorni.
Il pregio dei Piccoli Brividi era mostrare i bambini per quello che sono: un grosso manipolo di stronzi.

Per il momento queste sono le storie celebri dimenticate, se vi viene in mente altro scriveteci nei commenti qua sotto o sulla nostra pagina facebook.
Per salutarvi vi propongo la sigla di un cartone animato di cui a breve faremo un articolo e che con Piccoli Brividi ha molto in comune:

#MaCheNeSanno: La Valle Incantata, Piedino e altri idoli dimenticati
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: