Andato in onda sulle Tv inglesi, lo scorso 11 febbraio, Terry Pratchett – Back in Black è un documentario, diretto da Charlie Russell e prodotto dall’emittente BBC Two, dedicato al creatore della fortunata saga di Discworld (Mondo Disco), arrivata a contare ben quarantuno episodi.

L’11 dicembre 2007, Pratchett dichiarò pubblicamente di essere affetto da una rara forma di Alzheimer; da quel giorno iniziò la sua battaglia con la malattia – che non gli impedì di completare altri romanzi (l’ultimo, The Shepherd’s Crown, è uscito nel 2015, sei mesi prima della morte), rallentando solo di poco la sua canonica media di due pubblicazioni all’anno -, conclusasi otto anni dopo, il 12 marzo 2015, quando lo scrittore è stato preso per mano da Morte – uno dei personaggi più famosi di Discworld – per essere accompagnato nell’ultimo viaggio.

Con un’ironia British pienamente in linea con lo stile di Pratchett, sempre nel 2015, trentamila fan hanno firmato una petizione per chiedere a Morte di rimandare indietro il Knight Bachelor (titolo di cui fu insignito nel 2009, per meriti letterari); Back in Black si ispira proprio a questa singolare iniziativa e porta avanti il gioco del fandom: l’attore Paul Kaye interpreta il ruolo dello scrittore a cui viene concesso un altro giorno sulla terra. Alla finzione narrativa – in  cui risiede la parte scanzonata e leggera del documentario – si mescolano le testimonianze degli amici più stretti, della figlia e della folta schiera di lettori, che, nell’insieme, consegnano allo spettatore un ricordo appassionato e commovente.

Paul Kaye a sinistra e Terry Pratchett a destra. Somiglianza niente male, vero?

Dalle parole, commosse e sentite, di Neil Gaiman – grande amico di Pratchett, insieme a cui ha anche firmato Good Omens  -, dagli aneddoti di Rob Wilkins – il fidato assistente -, dai ricordi di Rhianna – la figlia – e Paul Kidby – storico illustratore di Discworld – ma, soprattutto, dall’amore infinito di una platea di lettori stregati dal mondo creato dall’autore, emerge il profilo di un uomo capace negli anni di significare non poco per il suo pubblico; un artista che è riuscito a dire qualcosa sulla condizione umana e sul mondo pur servendosi, prevalentemente, delle armi del fantastico e dell’ironia.

Sembra impossibile che una terra retta da degli elefanti in piedi sul guscio di una tartaruga intenta a nuotare nel cosmo, sia diventata teatro di vicende così intrinsecamente umane da toccare nel profondo una schiera tanto nutrita di lettori, eppure tale è la magia del protagonista di Back in Black: un grande autore popolare che è stato in grado di portare avanti un suo discorso sul fantastico e sulla letteratura senza mai rinunciare, per questo, a farsi capire dai suoi lettori.

Disponibile (per adesso) gratuitamente sul “Tubo”, anche se solo in lingua originale, Terry Pratchett – Back in Black è una produzione consigliata, senza riserve, a tutti gli appassionati dello scrittore nonché un doveroso tributo a uno dei più rilevanti autori inglesi del dopoguerra.

Terry Pratchett – Back in Black
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