Qualche sere fa mi trovavo a mangiare una carbonara in un ristorante cinese – No, non era in un film di Wes Anderson ma a Pisa – in compagnia di due amici quando, dopo aver passato circa un’ora a ridere ripensando alle puntate di Rick e Morty, gli umori si sono fatti più mesti una volta entrati nel discorso “fantascienza all’italiana”.

Infatti, a livello cinematografico o anche televisivo, l’ultima produzione italiana del genere con una qualche ambizione che ci ricordavamo era Nirvana di Gabriele Salvatores, con Christopher Lambert, datato ormai 1997.
Abbastanza avvilente, soprattutto considerando che il cinema nostrano, almeno nei suoi vertici più rappresentativi (Sorrentino, Tornatore, Garrone, Sollima), è tornato a fare parlare di sé in positivo.

Tornato a casa, oltre al sapore del guanciale d’oriente, conservavo la sensazione di essermi dimenticato qualcosa: che ci fosse almeno un altro nome da aggiungere alla lista. Mi ero dimenticato di Giacomo Cimini.

Diego “Sci-fi” Abatantuono in una scena di Nirvana

Giacomo Cimini è un regista italiano classe classe 1977, che lavora attualmente a Londra, fondatore di Wonder Room Productions, con all’attivo ben due corti di fantascienza dal profilo internazionale, vincitori di diversi premi – il solo The Nostalgist ha trionfato al Giffoni Film Festival, al Leeds International Film Festival e al Raw Science Film Festival.

Diplomato alla London Film School, Cimini, pur lavorando in troupe composte in prevalenza da italiani, ha firmato due prodotti capaci di non sfigurare a fianco degli altri contendenti provenienti dal resto del mondo, America compresa.
Entrambi i corti – City In The Sky (2009) di 27 minuti circa e The Nostalgist (2014) di meno di 20 minuti, disponibili gratuitamente online – vantano ambientazioni e atmosfere ricreate con cura maniacale tanto che bastano pochi minuti per riconoscere un lavoro molto approfondito alle spalle.

Nel primo ci viene raccontato l’incontro tra un bizzarro sconosciuto, con una borsa piena di soldi, e un androide dalle sembianze femminili alle prese con un malfunzionamento comportamentale, in uno scenario di matrice “bladerunneriana”

The Nostalgist invece, finanziato attraverso un Kickstarter da più di trentamila sterline, è l’adattamento di un racconto di Daniel H. Wilson – autore di Robopocalypse e amico di Cimini – gratuitamente leggibile su Tor.com, in cui all’interno di quella che apparentemente sembrerebbe una versione vittoriana di Pinocchio si innesta una distopia a tema realtà virtuale con un comparto di effetti visivi di ottima qualità.

Il noto illustratore romano Lorenzo Ceccotti, in arte LRNZ, ha collaborato al progetto con diversi artworks e occupandosi del design delle macchine; tra gli altri pezzi da novanta accreditati troviamo Gareth Munden (Harry Potter and the Prisoner of Azkaban) come direttore della fotografia e Lambert Wilson (“il Merovingio” in Matrix) nel ruolo del protagonista.

City In The SkyThe Nostalgist propongono una fantascienza critica, poco consolatoria, priva di facili risposte con, in compenso, molte questioni lasciate in sospeso. Si tratta di due storie capaci di lasciare il segno, pur nella loro brevità, venate da diversi spunti interessanti e forti di un’estetica ricercata, anche se – e forse questo è l’unico vero limite riconoscibile – derivativa.

Al momento Giacomo Cimini – di cui vi consiglio quest’intervista rilasciata a Badtaste.it – sta cercando di reperire fondi negli States per produrre il suo prossimo progetto: un’ultima speranza per un cinema che sembra essere cosa altra rispetto alla fantascienza.

Quasi quanto un piatto di carbonara cucinato da un cinese.

City In The Sky & The Nostalgist – La fantascienza di Giacomo Cimini
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