Cosa si ottiene fondendo Dark Souls  ed un Giappone feudale popolato da creature demoniache e leggendarie? Ovviamente, Nioh!

Calati nell’Inghilterra del 1600, ci si sposta presto, insieme al protagonista, in Giappone, all’inseguimento di un inquietante alchimista reo di aver rapito lo spirito guardiano del nostro eroe in circostanze drammatiche. Il suo obiettivo? Sconvolgere l’unione dell’arcipelago del Sol Levante attraverso lo spettro del terribile condottiero Oda Nobunaga.

Nioh! Ehm, no, aspetta. Forse ci siamo confusi.

Insomma, sappiamo già dove andrà a parare il debole pretesto narrativo che lega i livelli, ma in fondo non c’è nulla di meglio di un contesto storico e geografico ben delineato per inscenare prelibate carneficine, senza troppi rimpianti. Team Ninja sembra saperlo bene e pur infarcendo l’azione di deboli cinematiche atte a esibire le versioni digitali di qualche guerriero proveniente direttamente dai libri di storia nipponica, non rende mai il filo narrativo troppo invasivo.
Ottima scelta, specie quando quel che ci aspetta dal punto di vista squisitamente ludico si dimostra così ben realizzato.

Nioh è un Action RPG, ma poggia il proprio gameplay sulle finezze tecniche di hack’n’slash e action games della scorsa generazione. È vero, ed è giusto specificarlo fin da subito, così da non tornarci sopra: l’ispirazione alla serie Souls di From Software è evidente, ma per altri versi il titolo Team Ninja se ne discosta, tanto da definire una propria identità.

Quel che manca a Nioh, della serie Souls, è sicuramente la pretesa di voler tratteggiare un universo di miti e leggende con soluzioni di continuità in ambito esplorativo; gli scenari che compongono il peregrinare, ramingo, di William sono circoscritti a livelli selezionabili su una mappa bidimensionale, nei quali si può eventualmente ritornare in occasione di missioni secondarie dal livello di difficoltà crescente o in soccorso di qualche altro giocatore online, nel caso questo faccia uso di uno degli altari sparsi per i quadri per invocare l’aiuto di un compagno di squadra.

Esattamente come nella serie Souls, in Nioh la progressione dell’evoluzione del protagonista è legata alla collezione di amrita, essenze che vengono sprigionate con l’uccisione dei mostruosi nemici.
In caso di morte, è possibile ritornare nel luogo del misfatto per recuperare il bottino raccolto prima di fare la conoscenza della triste mietitrice o, in alternativa, morire nell’impresa e vedere svanire il frutto di ore e ore di gioco, fra insulti  e rabbia incontenibile.

La ricerca viene facilitata dalla presenza di tombe cremisi nelle ambientazioni, che segnalano ai giocatori la morte di un altro avventuriero connesso alla rete, come le pozze di sangue in Dark Souls.
Se ci si sente particolarmente agguerriti si può provare ad affrontare l’avatar del giocatore sconfitto, in un duello sul posto, finendo ricompensati, in caso di vittoria, con dei pezzi di equipaggiamento dal valore inestimabile.

Le similitudini con la serie From Software finirebbero qui, non fosse per altri piccoli elementi disseminati qua e là, ma su una cosa posso rassicurarvi: la curva di difficoltà è stata finemente calibrata in modo da proporre un livello di sfida rispettoso del giocatore e dei suoi sforzi. Certo non mancano momenti di sconforto, ma non sono nemmeno lontanamente paragonabili alla frustrazione generata da sessioni di gioco a Demon’s Soul o Dark Souls 2.

Fra tecniche di combattimento aggiuntive e bonus passivi, il sistema di evoluzione del protagonista risulta profondo e versatile. Alle classi tipiche degli RPG il titolo preferisce una struttura evolutiva aperta suddivisa in diverse tipologie d’armi che possono essere alternate sul campo di battaglia, magari approfittando di un momento di distrazione dell’avversario.

Ci si ritrova a variare stile di combattimento in tempo reale, passando dalle tipiche lame giapponesi a magie onmyo, tra tecniche shinobi e attacchi a distanza con arco e frecce o con armi da fuoco. Il tutto godendo di uno dei sistemi di combattimento capace di integrare l’incredibile stratificarsi di bonus, statistiche e altri contatori.

Si mena, insomma, e anche forte ma con alle spalle un’ossatura solidissima di abilità, equipaggiamenti (ce ne sono davvero tanti!) ed un botto di altra roba tutta da scoprire.
Tutto scorre senza intoppi, senza annoiare e senza alcun tempo morto.

Che fregno.

Nioh rappresenta la rinascita di Team Ninja dopo anni di prodotti mediocri e skin per Dead or Alive 5, nonché uno dei nuovi punti di riferimento per gli action game.
Un’avventura da metabolizzare e fare propria in ore e ore di schermaglie, duelli a fil di katana e oni incazzosi.

 

Nioh – Da grande voglio fare il samurai
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