Venerdì retro: “Broken Sword – The shadow of the Templars”

Parigi in autunno. Gli ultimi mesi dell’anno e la fine del millennio. In questa città ho molti ricordi: bar, musica, amore e morte.

Era il 1996. Io avevo sette anni, una Play Station e taaaanto tempo libero. Mio zio mi portò un paio di giochi per la Play, tra cui spiccava un titolo: “Broken Sword – Il segreto dei Templari”.

La mente di un bambino è facilmente influenzabile. Un titolo inglese dal significato ignoto più la parola “segreto” e “templare” crearono in me un mix di curiosità – spasmo che mi portarono subito a provarlo.

E mi ci vollero sei anni per finirlo.

Ma andiamo con ordine. Broken Sword – Il segreto dei templari è il primo di una lunga serie di titoli (sul blog vi abbiamo pure dato qualche notizia riguardante il quinto titolo della serie, di prossima uscita) con protagonista George Stobbart, giovane avvocato statunitense, e la sua fidanzata/amica Nicole Collard.

Una delle varie telefonate tra George e Nicole che si susseguiranno per tutto il gioco.

Il gioco è un punta e clicca alla “vecchia maniera”: dobbiamo interagire con gli ambienti circostanti per trovare indizi e informazioni che ci porteranno a risolvere il caso di omicidio in cui George, nell’intro del gioco (e che intro, oserei dire… me la ricordo ancora a memoria: da brividi!), sfortunatamente s’imbatte.
E proprio la trama che si dipana in tutto il videogioco è il punto forte di questa piccola perla, una storia in cui niente è lasciato al caso e che riesce a coinvolgerti e ed emozionarti, senza però prendersi mai troppo sul serio: l’ironia di George riesce sempre a stemperare i momenti più drammatici.

Tuttavia, non bisogna prendere il gioco sottogamba: indovinelli, pseudo mafiosi itali-americani, venditori di kebab inferociti, scacchi, capre, metteranno alla prova il vostro cervello e la vostra intelligenza, in un continuo scervellamento per cercare di andare avanti con la storia.

La maledetta capra… il motivo per cui ci ho messo sei anni per finire ‘sto gioco!

A livello grafico, il gioco è invecchiato benissimo! Gli intermezzi a cartone animato e gli sfondi disegnati hanno fatto in modo che il titolo sia godibile anche dopo più di 15 anni dalla sua prima uscita. Tuttavia, ci hanno voluto così bene da offrirci, nel 2009, una versione “Director’s cut”, totalmente rimasterizzata e con scene aggiuntive, giocabile (oltre che al pc) anche su Wii e Nintendo DS.

Detto questo, non avete nessuna scusa. Procuratevi questo gioco e perdeteci mesi della vostra vita. Vi assicuro che ne vale assolutamente la pena!

Venerdì retro: “Broken Sword – The shadow of the Templars”
Onizuha

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