Benvenuti al consueto appuntamento settimanale (LOL) de “I consigli del martedì”! Oggi parlerò di un fumetto italiano che, a mio parere, non ha ricevuto il successo che meritava: Mickey Mouse Mystery Magazine!
MMMM fu un tentativo di ripetere “l’operazione PK” su Topolino: che sarebbe successo al più famoso dei protagonisti Disney se, invece di muoversi nella luminosa e ridente Topolinia, fosse stato scaraventato in una disneyana Gotham City? A questa domanda risposero Simone Stenti e il mitologico Tito Faraci ( scrittore e sceneggiatore della serie).
Scordatevi il classico Topolino precisino della fungia (cit.), qui il nostro detective è cupo, malinconico (dark, se vgliamo usare un termine che va oggi tra i “giovvini”), si muove in una città opprimente, tratta con i corrotti, frequenta una palestra di arti marziali miste e si fionda nel mezzo delle risse. Non è il caso di definirlo “What if…” in quanto resta tranquillamente in continuity, MMMM è la più grande prova di Topolino, è la dimostrazione che se la sa cavare anche in un contesto “dove aver talento, essere ingegnosi ed il primo della classe non basta: bisogna essere anche cattivi”. Ne risulta un protagonista uguale ma diverso, affascinante ma, forse, troppo controverso per il topolino buono e solare da sempre dipinto (almeno nell’immaginario comune).
Mickey Mouse Mystery Magazine è composto da 12 numeri ( dal numero 0 al numero 11), uscì nel 1999 pubblicato dalla Disney Italia, nello stesso formato, “all’ammerigana”, di PK. La serie, disegnata tra gli altri dal magico Giorgio Cavazzano, fu chiusa (lasciando qualche punto in sospeso a dir la verità) dalla Disney che non apprezzava troppo la nuova luce del suo protagonista di bandiera…non a caso, dal secondo numero, gli albi finiscono con Topolino che si guarda al cinema, a ribadire come per la casa madre MMMM fosse un what if. Eppure MMMM era un gran fumetto, come PK riusciva ad affrontare temi più spinosi, come la corruzione, l’impotenza verso un sistema economico opprimente, i legami di poetere, la nostalgia di casa, e come spesso stiamo nella nostra luminosa Topolinia senza pensare che a solo poche ore di treno c’è Anderville ad attenderci. Perché è questa la grande sfida di MMMM: introdurre il grigio nel grande mondo in bianco e nero che era quello di Topolino. E mi piace pensare che, alla fine dell’undicesimo numero, quando topolino ritorna a casa, sia cambiato, e cresciuto. Ora potrà pure vivere a Topolinia… ma non si dimenticherà mai di Anderville.
Signor Faraci, stai facendo di tutto per ridarci PK, e di questo te ne siamo grati… ma fai pure un pensierino per MMMM: un’idea così buona merita ben altri riconoscimenti!
Sono passati più di 10 anni da quando abbiamo aperto questo blog e ci chiediamo…
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