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Amazing Spider-Man #6: Come volevasi dimostrare…

La voglia di parlare di questo numero è poca: niente di che.

Toh, beccatevi la copertina che almeno questa è carina.

Avevamo lasciato Peter intrappolato fra le braccia (e gli abbondanti seni) della Gatta Nera con un Triplo J pronto a sputtanarlo in diretta televisiva. Proprio come avevo supposto nel mio scorso articolo tutto si è risolto con un nulla di fatto, anzi peggio: J. Jonah si piazza davanti alla telecamera bloccando involontariamente la visuale al cameraman e, un istante dopo Silk spruzza prevedibilmente della ragnatela in faccia a Peter salvando la sua privacy (questo almeno fino a che non gli hackereranno il suo iCloud).
Poi si picchiano, poi scappano e poi si picchiano di nuovo nelle tavole finali.
Non è bocciatura totale per due semplici motivi: 1) le rivelazioni finali salvano i chiapponi di Slott aprendo scenari futuri interessanti 2) si era ormai capito che Slott stava scrivendo questo breve story-arc più per gettare le basi del futuro Spider-Verse che per allietare i lettori.

Veniamo quindi alle ultime tre pagine, di fatto le uniche degne di nota su 23.

 

Black Cat è il personaggio che più si è evoluto in questi nuovi numeri: arrestata da Superior Spider-Man, è riuscita ad evadere e ha giurato vendetta al non più amichevole uomo ragno di quartiere. Non mi piace personalmente la piega che Slott ha voluto prendere con la mia amata Felicia, ma è anche vero che questo personaggio standosene perennemente in bilico fra ladruncola e amica “molto intima” di Peter non aveva mai ottenuto un particolare spessore, cosa che invece pare Slott sia pronto a darle finalmente.

 

Nell’ultima pagina c’è forse la rivelazione più importante e rilevante del numero: Sajani.
Già il fatto che si fosse sempre trovata bene con Octopus e male con Peter aveva fatto suonare sirene d’allarme nella testa dei lettori di tutto il mondo, adesso ne abbiamo la conferma. A quanto pare la scienziata disprezza completamente le scelte manageriali del suo capo e pare essersi accordata con la gatta per mandare all’aria tutto il lavoro del nostro eroe. Inoltre c’è stato un dialogo fra lei e i suoi rapitori di cui noi abbiamo solo visto una parte, e come ben sappiamo gli elementi salienti sono stati detti in quella parte che non abbiamo visto e che scopriremo chissà fra quanto.

Con questo sono finite le considerazioni sull’ultimo numero. Dal prossimo comincerà il nuovo Story Arc del ragnetto che lo vedrà affrontare una nuova e potentissima minaccia (con tutta probabilità Morlun).

Ah, due ultime cose: Max Dillon (Electro) ha perso i propri poteri (ma sappiamo già che nel #13 li riacquisterà); in questo numero dovevamo sapere «Tutta la verità su Silk» e invece non ci è stato detto nulla di nuovo.
Che si siano fumati il cubo cosmico alla Marvel?

Ci vediamo col prossimo numero, continuate a seguirci mi raccomando!

 

Amazing Spider-Man #6: Come volevasi dimostrare…
Penna Stanca

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  • Che tristezza, che tristezza, che rabbia! Mi sono consolato con Ultimate Spider-man, nel quale finché Bendis continuerà a curlarlo, ho fiducia, ma è dai tempi della fine di Back in Black, o meglio "One More Day" che non riesco più ad apprezzarlo. Brand New Day purepure era okay, ma tutto il resto... bleah.

    La penso solo io così?

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