La prima cosa che colpisce di quest’opera è la trasposizione di una società piramidale all’interno di un treno. Le classi sociali, prima citate, sono tra loro molto differenti, infatti coloro che vivono nella coda, ovvero i più poveri, sono continuamente soggiogati dalla milizia e sfruttati come schiavi. C’è da dire però che allo stesso tempo la loro condizione di ” feccia della società” ,li mantiene liberi dall’indottrinamento forzato che subiscono invece gli abitanti della testa. All’apice del treno vi sono tutti i passeggeri più ricchi ( o ameno prima lo erano) annebbiati dalla droga, dalla lussuria ed un falso benessere. Ora veniamo alla trama vera e propria: Curtis, insieme all’amico Edgar e all’anziano Gilliam, decide di ribellarsi all’oppressione dei soldati e di condurre una rivolta fino alla testa della locomotiva, con l’intendo di uccidere lo stesso creatore del treno, Wilford. Una volta scoperto che le armi dei militari in realtà sono ormai scariche, Curtis ed Edgar, sostenuti dall’acrobatico Greg, dalla donna di colore Tanya, dal menomato Andrew e da un infiltrato segreto “dietro le quinte”, danno il via alla ribellione. Dopo la liberazione del detenuti del “vagone prigione”, l’infiltrato, facendo trovare un biglietto, consiglia di liberare un prigioniero che potrebbe essere loro d’aiuto per l’apertura delle porte di accesso agli altri vagoni. Curtis segue il consiglio e libera due prigionieri, che decidono di unirsi a loro: Namgoong Minsu e sua figlia Yona. I due chiedono in regalo due pacchetti di droga per ogni porta che riusciranno ad aprire. Yona ben presto rivela i propri poteri chiaroveggenti. Scopre infatti che dietro una porta si trovano decine di soldati, ma non fa in tempo a fermare il padre, che apre la porta dando il via ad una vera battaglia.
Nella battaglia Curtis si trova di fronte a una scelta: salvare l’amico Edgar oppure catturare Mason, donna rispettata e autoritaria che risiede nella sezione di testa; pur se a malincuore decide di catturare la donna, lasciando morire l’amico. I ribelli, con la cattura di Mason e il massacro di molti dei soldati in testa al treno, si trovano in vantaggio. Ma questo vantaggio durerà ben poco. Sapendo che i suoi uomini sono sfiniti dalla precedente battaglia, Curtis decide di proseguire soltanto con Yona, Minsu, Tanya, Greg ed Andrew, portando insieme a loro Mason in catene e lasciando Gilliam nella sezione di coda. Il gruppo arriva in una sezione del treno che sembra simile ad una scuola. Qui assistono alla fase di insegnamento (o indottrinamento), potendo vedere coi propri occhi come ai bambini vengano insegnate una moltitudine di sciocchezze, facendo loro credere che il treno è l’unico posto sicuro al mondo, e che se un giorno cercheranno di fuggire pagheranno con la vita quel gesto. Il piccolo gruppo di ribelli viene improvvisamente attaccato da un inserviente e dall’insegnante della “scuola”, che uccide Andrew, prima di venire a sua volta uccisa da Greg. La situazione inizia a degenerare: un gruppo di soldati riesce a raggiungere la coda, mettendo spalle al muro i passeggeri e uccidendo Gilliam, mentre Curtis, a sua volta, uccide Mason.
Curtis decide di proseguire con i pochi alleati che gli sono rimasti. Giunti in una sorta di vagone-piscina, il gruppo viene attaccato alle spalle, e il nemico mira specialmente a Yona (visto che un soldato la crede colpevole della morte di un suo amico). Il gruppo riesce a scongiurare anche quest’altra minaccia, ma a caro prezzo: Greg e Tanya, infatti, perdono la vita. Curtis, Yona e Minsu, gli unici sopravvissuti, decidono allora di proseguire attraversando la locomotiva, dove c’è un decadimento totale dell’umanità (eattamente come ho accennato prima). Qui infatti trovano decine di giovani “ricchi” alle prese con un’orgia continua a base di alcool e droga. Arrivati all’ultima porta Yona sviene e Minsu inizia un discorso con Curtis il quale gli rivela le sue colpe: lui non è un eroe, in passato ha ucciso la madre di Edgar ed era pronto ad uccidere anche lo stesso ragazzo pur di soddisfare la sua fame. Gli rivela inoltre come Gilliam abbia donato il suo braccio pur di salvare il piccolo Edgar ancora in fasce. Minsu, di fronte a questa rivelazione, gli confessa a sua volta che la locomotiva dovrebbe venire distrutta, visto che secondo lui fuori dal treno c’è ancora vita. Minsu ha preparato una bomba con la droga ottenuta per far saltare il treno, ma appena cerca di posizionarla una donna lo ferisce e invita Curtis ad entrare nella locomotiva. Curtis, costretto dalla pistola della ragazza, accetta l’invito e entra nel vagone di testa dove incontra Wilford, che gli rivela che è lui “l’uomo dietro le quinte che l’ha aiutato” e per tutti questi anni si è sempre tenuto in contatto, tramite un telefono segreto, con Gilliam, allo scopo di mettere ciclicamente in scena una ribellione quando nel treno si verificava una situazione di sovraffollamento che metteva in pericolo l’esistenza di tutti; per questo motivo, spiega Wilford, i “poveri” erano continuamente vessati dalle guardie e costretti a vivere in maniera tanto orrenda, proprio per creare le condizioni che portassero alla successiva ribellione, completamente pianificata e organizzata da Wilford e Gilliam; quest’ultimo però, in questa particolare ribellione doveva fare in modo che essa finisse in un massacro nel vagone dei soldati e quindi i “poveri” ormai decimati tornassero in coda. . Visto che però la situazione gli era sfuggita di mano, Gilliam aveva dovuto pagare con la vita. Wilford cerca di convincere Curtis a diventare il nuovo capo ella locomotiva, ma in quel momento i due vengono raggiunti da Yona che chiede un fiammifero a Curtis per far detonare la bomba. Curtis dapprima l’allontana, ma quando la ragazza gli mostra che il figlio di Tanya viene usato come operaio per la manutenzione continua della locomotiva, costretto a lavorare in uno spazio ristrettissimo al di sotto del pavimento, ritorna in sé.
Dopo lo scoppio della bomba il treno si ribalta. Curtis, Minsu e Wilford muoiono, e solo Yona e il bambino riescono a sopravvivere. Appena escono dal treno, i due, vedono un orso polare simbolo di un mondo in rinascita.
La libertà è la continua lotta per la felicità, fino a giungere all’amara consapevolezza della realtà.
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