Ci sono alcuni personaggi, nel sottobosco delle due grandi case editrici americane, che sono pressochè sconosciuti al grande pubblico. Altri personaggi, invece, sono conosciuti solo di nome, e su cui diamo un giudizio affrettato senza darci la briga di approfondirli.
Hawkman, per me, rientrava nella seconda categoria: un personaggio di contorno, utilizzato malissimo nei New 52 e con una continuity confusionaria. Non c’era niente che mi facesse venire la voglia di avvicinarmi al personaggio, e così ho continuato a “snobbarlo”, fino a che non ho visto questo:
Salta fuori che nel 2002 ad un giovanissimo Geoff “Tuttoquelchetoccodiventaoro” Johns viene affidato il compito di iniziare una nuova serie dedicata al personaggio, che Geoff seguirà per 25 numeri: in questa serie, Carter Hall è la reincarnazione di un principe egizio (il principe Khufu), che millenni fa venne ucciso insieme alla sua sposa Chay-Ara da un pugnale forgiato con il metallo alieno Nth. Ai nostri giorni, insieme ad Hawkgirl, il cui vero nome è Kendra Sanders (la nuova reincarnazione di Chay-Ara), Carter deve affrontare tutto ciò che deriva da quell’antico omicidio, ed il misterioso legame che lo spinge ad innamorarsi in ogni vita della stessa donna e della conseguenza che questo amore inevitabilmente porta: la morte.
Ok,forse non è il caso di scomodare Nietzche, però il tema affrontato in questi due volumi è estremamente affascinante: può un uomo, dopo innumerevoli vite, affrancarsi dal proprio destino? Può guardare in faccia il fato e, rinnegando l’amore della propria (proprie) vita (vite), dire “no”?
Comunque non preoccupatevi: detto così sembra un malloppone megafilosofico, ma non ho accennato al fatto che Carter va a giro con una mazza chiodata che dà in testa alla gente.
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