Le Oscure Trame – Defiance

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Defiance (la serie) è ambientata in una Terra del futuro dove un sacco di roba interessante è già avvenuta: sette diverse razze aliene, in fuga da un sistema solare ormai distrutto, hanno provato a fare della Terra la loro nuova casa, senza però fare i conti con gli esseri umani. Ne è derivata una lunga guerra che ha cambiato letteralmente volto al pianeta (anche a causa delle tecnologie militari degli alieni, capaci di dar vita a processi di terraformazione), e che ha decimato le forze in campo. Tutto questo però è il passato o, come si dice in questi casi, “ prequel all’orizzonte”. Defiance infatti inizia sedici anni dopo la fine del conflitto, quando le varie razze condividono un pianeta malmesso e in cui bisogna trovare il modo di sopravvivere.

A sinistra i due protagonisti della serie. A destra i protagonisti dell’omonimo videogioco che condivide la stessa ambientazione della serie televisiva

Ovviamente la pace è stata scritta su pezzo di carta, ma non è un ideale sempre e comunque condiviso: le diverse razze si guardano in cagnesco, si fanno i dispetti, si picchiano, si sparano, si truffano l’una l’altra, ognuna coi suoi tratti distintivi, i pro e i contro.
Il tutto con un focus particolare sulla città di Defiance, ovvero la vecchia Saint Louis, che ha ormai cambiato nome e fisionomia fatto salvo che per il famoso arco, rimasto in piedi chissà come ma sicuramente utile per avere qualche bella inquadratura.
La storia è quasi subito abbastanza corale, anche se un protagonista vero c’è: è Jeb Nolan (Grant Bowler), ex soldato di quelli tosti ( e dal grilletto mooolto facile) che se ne va in giro con una ragazza aliena adottata anni addietro, e che torna a Defiance giusto in tempo per salvarla da un attacco di cattivoni e diventarne lo sceriffo.

Questa è in grandi linee la trama di Defiance, una serie fantascientifica e action a cui viene affiancato un videogioco multipiattaforma ambientato nello stesso mondo e con una storia almeno in parte compenetrata. Una buona idea, se non fosse che la serie è deludente e che pure il gioco, almeno da quello che ho potuto leggere in giro, sta facendo storcere più di un naso.

Defiance raccoglie a piene mani (più probabilmente con una rete da pesca) temi, strutture, tipologie di personaggi e trucchi visivi da anni di fantascienza cinematografica e televisiva, mescolando il tutto in un calderone molto ambizioso ma di scarso impatto. Infatti basta poco per rendersi conto che siamo vittima di un trucco: quello che manca è una storia degna di questo nome, delle dinamiche tra i personaggi che possano risultare insieme chiare, appassionanti e passibili di grande sviluppo. Ecco che allora tutti gli altri dettagli, i mille mila nomi di razze e gli infiniti riferimenti alla guerra ormai finita, servono solo a gettare fumo negli occhi. Defiance tradisce una regola seguita da quasi tutta la buona fantascienza: effetti speciali, botte di creatività architettonico-ingegneristica e arzigogoli pseudo-storici possono essere fondamentali, ma devono essere la cornice di una buona storia, non la storia, altrimenti è solo un circo di luci e spari, buono per venti minuti, non per venti episodi.

Probabilmente l’unico a salvarsi in questa inaspettata mediocrità è proprio Jeb Nolan, perché rientra in quella categoria di personaggi un po’ tamarri con pugno e battuta facili che da sempre incontrano il mio affetto quasi in automatico. E non è escluso che in futuro possa regalare qualche bella perla, strappando allo spettatore un sorriso compagnone e qualche piccolo entusiasmo. Ma capirete che se l’unica attrattiva – in una serie che parla di guerre intergalattiche, pianeti devastati e incontro/scontro tra civiltà – è un tizio che fa il verso a Bruce Willis, evidentemente c’è un problema.

Chiudo dicendovi: se amate le astronavi e le pistolone alla Halo dei poveri, a prescindere dai modi e dai motivi per cui la gente usa le  astronavi e le pistole al plasma, allora questa serie fa per voi ( anche per spegnere un po’ il cervello). Per tutti gli altri invece… statene ben lontani!

 

 

 

Le Oscure Trame – Defiance
Krathos

“L’uomo si illude di essere il fautore della propria vita, ma esistono elementi superiori che guidano e controllano il destino di ognuno di noi, chiamateli forze sovrannaturali oppure intervento divino, ciò che è certo è che le nostre azioni non sono il risultato del libero arbitrio”

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