Dopo Dalle Rovine di Luciano Funetta, tra i dodici finalisti del premio Strega, torniamo a consigliare un romanzo pubblicato dalla Tunué, nella collana di narrativa dedicata agli esordienti. A Pietre Rovesciate è allo stesso tempo un tesoretto di fiabe antiche come il mondo e una storia di formazione, ambientata nel paesino di Nur, con protagonisti una coppia di bambini; narrate da nonna Dora in un linguaggio letterario che rievoca i suoni del dialetto sardo senza però risolversi direttamente in esso, rispettoso ldelle strutture e degli stilemi tipici del racconto orale, come le formule fisse e le ripetizioni, le fiabe raccolte hanno per protagonisti principesse, orchi e cavalieri ma al contempo parlano dell’oggi e di persone comuni. Tetti riesce a raccontare la sua terra, restituendone pienamente il fascino rurale, trasportando però la narrazione al di fuori del tempo: non dubitiamo mai che i ragazzi ritratti siano ragazzi di oggi, ma questo non toglie che potrebbero provenire benissimo da un’epoca remota o da un mondo diverso dal nostro. Un sapore amaro pervade tutto il testo, che sembra essere composto da nostalgia di un tempo che non c’è mai stato e puerile fantasie dissolte nel vento. In poche pagine l’autore concentra una mole sbalorditiva di paesaggi, storie, personaggi, immagini, tanto che non una volta chiuso il volume non è impossibile venga la voglia di riaprirlo subito dall’inizio, sedersi di fronte a nonna Dora, vogliosi di ascoltare nuovamente quei racconti eterni.
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