Morph
(mɔːf)
vb1. (Computer Science) to undergo or cause to undergo morphing
2. to transform or be transformed completely in appearance or character: he morphed from nerd into pop icon
it’s morphin time!
C’è poco da fare, le ho sempre amate e sempre le amerò: l’animazione giapponese ha fatto del morphing un’arte; nessun altra cultura (popolare) è riuscita a declinare una tale varietà di metamorfosi/evoluzioni/trasformazioni/VESTIZIONI! in un così ampio numero di serie e di media.
Il canovaccio è abbastanza ripetitivo, a dire il vero: l’eroe o il mostriciattolo di turno si ritrova spalle al muro, piegato da una situazione apparentemente irrisolvibile, ma, proprio quando tutto sembra volgere al peggio, spinto da a un motivo X – i grandi classici del genere sono: lo spirito di sacrificio, la forza dell’amore, una rinnovata fiducia in se stessi, lo spirito cameratesco e altre robe simili, non prive di una certa tendenza diabetica – trova la forza di mutare e sconfiggere il cattivone di turno.
Sembrerebbe francamente irrealistico che un simile schema possa, ogni volta, avere l’effetto di una scarica di adrenalina in vena sul nerdissimo adolescente di turno, eppure basta una piccola shakerata dei fattori sopraelencati e il gioco è fatto.
Nella mia personale classifica delle migliori trasformazioni, un posto di rilievo sarà sempre riservato ai Power Rangers e a tutto il loro carrozzone trash; Americani di adozione ma Jappi nell’anima, i Rangers avevano nel morphin’ time il loro naturale momento climatico: il dispositivo con il quale innescavano la metamorfosi, accompagnata in sottofondo da un arrogantissimo solo di chitarra, era uno dei giocattoli più ambiti dai ragazzini, in lotta per contendersi il ruolo del Ranger Rosso o di quello Verde.
La variante vestizione conservava invece un fascino cavalleresco, incarnato alla perfezione dai Cavalieri dello Zodiaco (Saint Seiya) o dai Cinque Samurai (Samurai Trooper), in grado di sopperire a intrecci decisamente usurati con il fascino delle stupende armature.
Di certo non si può dire lo stesso delle guerriere Sailor, fra le esponenti più famose del genere Mahō shōjo – per intenderci, pseudo-streghette incazzose – che si presentavano in battaglia vestite solo di un risicato completino alla marinara, indossato durante una sequenza “a luci rosse”.
Sicuramente scenico ma discutibile dal punto di vista bellico.
Nel novero dei miei amati, non può mancare Kamen Rider; scoperto per caso, una domenica mattina a base di
Arrivando invece a produzioni più recenti, una menzione se la merita Garo: serie TV del 2005 che tentava addirittura di percorrere un approccio meno dichiaratamente naive, dando anche l’impressione di prendersi realmente sul serio.
I risultati sono altalenanti, in compenso il design delle armature non è niente male.
Insomma, sembrerebbe che alla fine sia riuscito a citare i Pokemon, senza parlarne direttamente, quindi ci sta anche Penna Stanca me lo prenda per buono, che qualche click facile forse si riesco a strapparlo.
Del resto mi chiedo come si faccia a tifare per un paffuto ratto dalle gote rosse, quando i tuoi contendenti sono cose così:
Sono passati più di 10 anni da quando abbiamo aperto questo blog e ci chiediamo…
Lo sanno tutti e le loro nonne: quest’anno PK compie 30 anni. 30. Anni. E…
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