Voi riuscite a leggere tutto quello che comprate in tempi decenti o vi capita a distanza di anni di dovere ancora smaltire la pila degli arretrati?

Se la vostra risposta è la seconda allora abbiamo una cosa in comune. Alle volte però, quando finalmente si riesce a mettersi un po’ in pari con  le letture, capita di scoprire singoli albi o intere serie passate in sordina che pur non essendo capolavori non vi hanno fatto rimpiangere l’acquisto.

Ecco, la rubrica #Recuperi, che inauguriamo oggi, parla proprio di questo: quattro chiacchiere amichevoli dedicate a serie a fumetti uscite negli ultimi anni, in prevalenza Marvel/DC ma non solo, che per un motivo o per un altro sono un po’ sparite dai radar.
Nessuna recensione o velleità critica quindi, piuttosto un semplice “just chatting” tra appassionati che potrebbe tornare utili a chi, nel vortice incessante delle news e delle nuove uscite, si è visto sfuggire qualche buona lettura.

Il titolo con cui apriamo le danze è un qualcosa di molto Marvel, nel vero senso del termine:

«Questo devi chiederlo all’agente Coulson»

Nel 2014, sulla scia del successo del personaggio di Phil Coulson, agente S.H.I.E.L.D. interpretato da Clark Gregg
apparso la prima volta nel film di Iron Man, e soprattutto della prima stagione di Agents of S.H.I.E.L.D., Marvel Comics decide di dare anche al suo universo fumettistico, in pieno fomento da Marvel Now, un corrispettivo della serie Tv creata da Joss Whedon.

A scrivere un progetto così intrinsecamente dedicato ai “true believers” viene chiamato uno delle più complete enciclopedie viventi dell’universo Marvel – a cui, non a caso, anni dopo sarà affidata La storia dell’universo Marvel -,  che nel tempo libero è anche uno sceneggiatore di successo: Mark Waid.

Waid è accompagnato da un pool di 12 artisti (tra i quali nomi noti come Carlos Pacheco, Alan Davis, Humberto Ramos o il nostro Stefano Caselli) in una collana che prova a replicare l’esperienza della alla serie televisiva dove insieme a delle sottotrame che si sviluppano orizzontalmente c’è sempre un “problema” o una “missione” da risolvere nell’arco dell’episodio.

Già, perché, in sintesi, di cosa parla S.H.I.E.L.D.?

«Non toccare Lola»

Semplice: Coulson guida delle squadre scelte S.H.I.E.L.D., composte da corrispettivi dei personaggi televisivi, “ospiti” famosi come Spider-Man o Doctor Strange e altri ripescaggi fumettistici d’annata come Dominic Fortune, in missioni ad alto rischio a giro per il mondo, riuscendo sempre a “salvare la giornata” per il rotto della cuffia.

La bellezza della serie risiede proprio in questo concept semplice sviluppato con incredibile naturalezza da Waid.
Lo sceneggiatore americano gioca davvero in casa nell’universo Marvel: ne conosce ogni strada, sa a quale angolo servono i tacos più buono o dove andare se avete voglia di farvi una birra con Howard il papero.

Bastano poche pagine per essere trasportati in questo mondo incredibile dove fabbri Troll dall’igiene dubbia contrabbandano pallottole fatate; in cui Leonardo Da Vinci fa l’agente segreto e si possono reclutare Mr. Hyde e il lupo mannaro: il primo in qualità di brillante biologo mentre il secondo… be’ un lupo mannaro in squadra fa sempre comodo.

Quando la magia Marvel funziona – e ci vuole indubbio mestiere per farla funzionare – aspetti così lontani tra loro, come magia e tecnologia, horror e spy story, birra e Dormammu, si legano insieme con straordinaria semplicità, animando un contesto non solo coerente ma anche appagante da vivere.

A fine albo vorresti rimanere vicino a Coulson, seduto sulla sua Lola al posto del passeggero, a farti un altro giretto sopra le strade di New York, godendoti magari qualche aneddoto su Nick Fury o su Dum Dum, in attesa di vederti sfrecciare vicino la Potente Thor col suo Mjölnir o magari Falcon che dà la caccia a un criminale o qualche altro eroe improbabile ma comunque amabile. 

«Da grandi poteri derivano una vagonata di casini stranissimi che non sei pronto ad affrontare adesso!»

S.H.I.E.L.D. è insomma una collana per amici, dove rilassarsi in pantofole e godersi storie che metteranno il sorriso sia ai fan dei film e delle serie Marvel Studios che agli appassionati delle opere cartacee.

Affidata ogni numero a un team diverso di disegnatori, inchiostratori e coloristi, così da ricreare al meglio l’effetto dell’episodio godibile a sé, e confezionata con tanto amore da un Mark Waid in grande spolvero, è un fumetto che ci sentiamo di consigliarvi senza riserve, almeno se avete voglia di respirare un po’ di Marvel.

 

Abbiamo parlato di: S.H.I.E.L.D. di Mark Waid e AA.VV. 

Come posso recuperarla?

Per l’edizione italiana la scelta è facile, basta recuperare i 12 spillati della collana omonima pubblicata da Panini Comics, che tra l’altro contengono anche l’ottima Deathlock di Nathan Edmondson e Mike Perkins.

Mentre se siete più tipi da volume il consiglio è di optare per i due TP anglofoni: S.H.I.E.L.D 1: Perfect Bullets e S.H.I.E.L.D. 2: The Man Called D.E.A.T.H..

 

#Recuperi – S.H.I.E.L.D. di Mark Waid
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