Ci siamo, dopo una buona prima stagione e una seconda super stagione (permettetemelo, ad oggi la miglior cosa realizzata dalla DC nel campo film\serie tv) è uscita la prima puntata della terza stagione. E, francamente, mi pare che soffra d’ansia da prestazione. La seconda stagione ha avuto un tale successo (talnto da creare uno spin-off, Flash, e da richiedere a gran voce l’inserimento di Arrow nel film sulla Justice League) che in questo terzo inizio gli autori partono col freno tirato.
Sono passati ormai sei mesi (un po’ meno) dalla fine della seconda serie, Oliver sta ripulendo la città dai criminali con l’aiuto di Roy, finalmente con il suo costume di Arsenal e finalmente sicuro di sé, Doug sta per avere un figlio con la sua compagna e Arrow è finalmente riconosciuto dalla polizia. E poi? Poi basta.
C’è il solito nemico di turno, ci sono i nuovi flash back, c’è il solito cameo e c’è il solito colpo di scena finale, stavolta però ampiamente spoilerato dalla rete. Insomma, da questa terza stagione ci aspettiamo di più.
Cosa mi è piaciuto: l’inserimento e la caratterizzazione di Roy Palmer (Brandon Routh, di cui abbiamo parlato a proposito del film su Dylan Dog, risulta finalmente convincente) e l’evoluzione del ruolo di Roy all’interno della Arrow-Family.
Cosa non mi è piaciuto: l’uso dei flash-back (dopo due anni sarebbe anche l’ora di chiuderla), il tira-e-molla con Felicity (basta!) e la struttura alla Smallville “una puntata un cattivone”.
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