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Commento ai primi episodi di “Constantine”

Ancora una volta mi trovo a scrivere qualcosa riguardante il caro e vecchio John Constantine, il mago creato da Alan Moore sulle pagine della sua run su Swamp Thing e su cui tempo fa feci una piccola “biopic” che potete trovare qua.

Oggi parliamo della serie tv annunciata tempo fa dalla NBC e che, ad oggi, conta tre episodi.

Il presupposto con cui leggere l’articolo è che a me, nonostante tutti i difetti che questo show indubbiamente ha, la serie sta piacendo. È uno strano mix tra fedeltà al fumetto e innovazione dal nulla che ti fa dire “Ok, sono i personaggi che conosc… CHE CAVOLO STA SUCCEDENDO?”, e diciamocelo, è una sensazione da provare almeno una volta nella vita.
Al contrario di quello che Bob pensa (vedi la vignetta della settimana), secondo me alcuni aspetti biografici di John sono resi bene: basti pensare alla cricca di Newcastle, al suo dannarsi per ciò che è successo ad Astra (diventata stranamente di colore) e al suo passato da punkettone nei Mucous Membrane, il gruppo in cui suonava.

Anche Matt Ryan fisicamente rende onore a John: han saputo renderlo abbastanza simile, e riesce a portare benissimo quel trench.
Ma prima di passare ad una veloce carrellata dei punti che mi sdubbiano della serie (che sono giusto un paio, dal momento che con tre episodi non si può giudicare più di tanto), parliamo dell’annosa questione del fumo, che ha creato una shitstorm non indifferente su questa serie.
John, com’è noto, fuma. Come un turco. Che sta andando a fuoco.
Se canali come la HBO possono far vedere in prima serata un fratello che stupra la sorella gemella in un tempio davanti al cadavere di suo nipote-che-è-anche-suo-figlio (ah, Game of Thrones, quante gioie ci regali) perché tanto è un canale via cavo e quindi può fare bene o male quel che vuole, la stessa cosa non si può dire della NBC, canale su cui va in onda la serie, che invece è vista “in chiaro”. Questo significa che deve attenersi a delle ferree regole televisive. Risultato? John non può fumare. Come un turco. Che sta andando a fuoco.

Il canale però è riuscito a trovare dei piccoli stratagemmi (che io, sinceramente, apprezzo): si vede John che spegne una sigaretta, che viene interrotto mentre se ne accende una, o che getta via il mozzicone dopo che ne ha finita. Insomma, con dei trucchetti di magia regia la serie ci mostra bene o male un Constantine, comunque, fumante.

Una delle cose che inizialmente mi hanno sdubbiato è Chas, l’amico taxista che in Hellblazer scarrozza il nostro un po’ in tutta l’America, borbottando perché la moglie lo cazzia sempre. Questa versione da “fottuto cacciatore di demoni barbuto” mi ha, sinceramente, lasciato un po’ così. Senza tralasciare il piccolo elemento della sua non-morte del primo episodio.
Un’altra cosa su cui spospendo il giudizio è la mancanza, per ora, di una trama verticale: ricorda tantissimo il primo “Supernatural”, con il mostro della settimana e le avventure on the road: il che, per l’amor del cielo, va bene… ma spero che riesca a darmi di più.

Insomma, lo consiglio? In fin dei conti, sì, se riuscite ad andare oltre Hellblazer e a guardare questa serie come una cosa a sè stante dall’originale. Personalmente, se voglio Hellblazer mi leggo la serie, e non la vado a cercare in tv. Ecco, se riuscite in questo sforzo, allora potrete godervi questo show!

 

Che, comunque, ritengo migliore della serie New 52. Ma questa, è un’altra storia.

Commento ai primi episodi di “Constantine”
Onizuha

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