Sono passati più di 10 anni da quando abbiamo aperto questo blog e ci chiediamo spesso se abbia senso tenerlo in vita. O che senso abbia un blog nel 2026, in un periodo nel quale buona parte degli articoli online sono scritti dall’IA (ragazzi, su, almeno riguardateli prima di pubblicarli). La verità è che ci piace rileggere i nostri articoli e, a quanto dicono le statistiche, anche a voi piace rileggerli un po’. Forse vogliamo un posto per sfogarci, un po’ come sto facendo io ora, o forse vogliamo solo far vedere queste pagine ai nostri figli e mostrar loro che un tempo gestivamo un blog da svariate centinaia di migliaia di visite (sì, sto flexando).
Fatto sta che non siamo più universitari e, volenti o nolenti, siamo cresciuti. Abbiamo tutti lavori, famiglie e il tempo per nerdare si è ridotto all’osso, così abbiamo dovuto scegliere in cosa nerdare. Io ho mantenuto i libri e i fumetti, sacrificando i videogiochi. Ormai il mio tempo videoludico si è ristretto a quella mezz’ora in cui mio figlio si è addormentato, mia moglie è troppo stanca per vedere la TV ed io sono troppo stanco per recuperare il lavoro nel quale sono costantemente indietro o per leggere; così accendo la Switch.
Apro una parentesi sulla Switch: la Nintendo l’ha creata per noi, padri e/o mariti, è palese. Quando non avevo un figlio, la Switch era il modo per giocare stando accanto a mia moglie, che guardava un film mentre io giocavo accanto a lei sul divano. Ora, con un bambino, la Switch è sempre pronta se ho qualche minuto libero o se devo portarmela dietro nei rari viaggi lavorativi. E da quel che sento dai miei pari, direi che non sono il solo. Questa possibilità di giocarci sia sullo schermo che in portabilità l’ha resa la console regina di noi millennials, che abbiamo ormai mollato le console fisse come la PS5 richiedenti troppo tempo e l’uso esclusivo della televisione.
In contemporanea, ho riscoperto un genere che credevo morto: i beat ‘em up. E con me tanti altri direi, visto quanti titoli sto vedendo apparire. Questo mi dà l’occasione di scrivere 3 micro-recensioni sui 3 che mi hanno colpito di più (e non citerò per la milionesima volta Metal Slug, non vi preoccupate)!
Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder’s Revenge (2022)
In Italia il cartone degli anni ’80/’90 è famosissimo, tutti quelli che possedevano una TV in quegli anni l’hanno visto. Quel che forse non sapete è che in America quel cartone è una RELIGIONE. Per fare un paragone, è quello che per noi è Dragon Ball: tutti l’hanno visto, anche chi non ama i cartoni animati, e la gente conosce il nome di ogni personaggio minore. In questo contesto, il gioco Teenage Mutant Ninja Turtles IV: Turtles in Time è un vero e proprio CULT, considerato il miglior gioco delle tartarughe di ogni tempo. Per giocarci ora, il modo migliore è recuperare la collezione Teenage Mutant Ninja Turtles: The Cowabunga Collection.
La Tribute Games nel 2022 ha così avuto l’idea di omaggiare quel gioco con un beat ‘em up che lo ricordasse, con le nuove tecnologie, una pixel art curatissima ai limiti del maniacale, e tante strizzate d’occhio all’originale. Un gioco veramente divertente, in modalità storia o arcade, sfidante il giusto. Risultato: hanno fatto i fantamiliardi. Hanno anche aggiunto qualche DLC dopo; io l’ho giocato molto, da solo o in compagnia, e mi sono sempre divertito. Le tartarughe sono abbastanza ben differenziate, sia nelle animazioni che nella giocabilità. Aggiunti, fra gli altri, Splinter, Casey Jones e April O’Neil. Altamente consigliato.
Mighty Morphin Power Rangers: Rita’s Rewind
Nel 2024 la Digital Eclipse ha provato a fare la stessa operazione con i Power Rangers, che erano stati protagonisti di altri beat ‘em up (uno uscito subito dopo il film) per varie piattaforme tra cui SNES e Game Boy. Bei giochini per i fan, niente che facesse gridare al capolavoro.
Lo compro e… carino, ci gioco bene. In circa 5 ore lo finisco, me lo gusto anche, tranne per i livelli verticali con gli Zord, una noia mortale. Poi sblocco il Green Ranger, e qui la grande delusione: in pratica i Ranger danno lo stesso feedback, cambia solo il colore della tutina e qualche animazione.
La recensione che ho dato ai miei amici è stata questa, lapidaria: “Giochino carino. Pixel art molto inferiore a Shredder’s Revenge. Una volta che l’avete finito, non lo rigiocherete mai più. Da comprare solo quando scende in saldo”.
Marvel Cosmic Invasion
Rullo di tamburi, qui si fa sul serio. I ragazzi della Tribute Games ci riprovano, 3 anni dopo, con un beat ‘em up a tema Marvel. Questo gioco pesca a mani basse dal cabinato degli X-Men e dalla saga Marvel vs. Capcom.
Apro una parentesi su questa saga: io da bambino amavo Marvel Super Heroes alla follia. Per la prima volta i supereroi che vedevo in TV erano lì, giocabili. Poi il culto è continuato con i vari MUGEN e un dimenticabile Marvel vs. Capcom sulla PS4. Ho aspettato tanto di poterci giocare e l’anno scorso mi è stata regalata la collezione sulla mia amata Switch.
Il cabinato invece me lo ricordo nel mio bar di provincia; chissà poi come c’era finito lì, in un posto dove di sicuro nessuno leggeva fumetti e nel quale di solito i cabinati non c’erano. Ricordo di averne giocata una versione su iPad 2 (gran bella macchina quella, la Apple ha dovuto bloccargli gli aggiornamenti perché funziona ancora).
Dicevamo, Marvel Cosmic Invasion è il migliore dei tre. Alla cura maniacale dei dettagli nella sua pixel art aggiunge un roster di 15 personaggi, tutti con un feedback diverso fra loro, tanto che una volta che l’hai finito non vedi l’ora di ricominciare con qualcun altro. Come Marvel Super Heroes, anche qui gli autori si divertono a inserire qualche personaggio più sconosciuto, come il Ghost Rider Galattico o Phyla-Vell (l’avrò scritto bene? Sì, corretto!).
Aggiungi qualche costume extra (su tutti il costume nero dell’Uomo Ragno e quello classico giallo-blu di Wolverine) ed il risultato è fatto: un beat ‘em up molto divertente, da soli o in compagnia, da giocare e, finalmente, rigiocare per scoprire ogni singolo personaggio. Il più soddisfacente? A mio avviso, Fenice!
…é tardi ormai, ed io ho usato gli ultimi 20 minuti della giornata per editare questo articolo. La casa é avvolta in quel confortante silenzio di quando tutti dormono sereni. Dopo aver chiuso i miei Excel ho potuto nerdare un po’, e mentre mi accingo a chiudere il laptop mi chiedo quando verrà il tempo della prossima nerdata. Dalla libreria l’ultimo numero di Lanterna Verde mi guarda: ultimamente ho dovuto trascurare i miei fumetti. Non so quando potrò, ma i prossimi 20 minuti liberi saranno dedicati a te. é dura andare per i 40. In brightest day, In blackest night
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