Se c’è una cosa che mi appassiona, sono le teorie del complotto.
Terrapiattisti, rettiliani, mono cavo, esperimenti della CIA, virus in laboratorio, scudetti dell’Inter… non perchè io ci creda, ma le trovo un sacco interessanti. Mi intrattengono, le trovo avvincenti, curiose e, se devo dirla tutta, meglio scritte ti tanta merda che ci propongo in tv o su netflix.
Ma, tra tutte le teoria del complotto, ce n’è una che mi sta particolarmente a cuore… particolarissima., anche perchè l’ho inventata io
La mia personalissima teoria del complotto è la seguente: nel CdA della Warner Bros. ci devono essere PER FORZA degli infiltrati della Disney.
Altrimenti non si spiegherebbe il perchè di tutti i CLAMOROSI AUTOGOL che la Warner ha compiuto negli ultimi, mmm… diciamo 20 anni. Sopratutto al cinema.
Volete degli esempi?
Ecco qua un piccolo elenco non esaustivo
Devo continuare? Potrei andare avanti per ore.
Ma la prova definitiva di questo diabolico piano del Topastro e dei suoi sgherri è arrivata solo adesso… con l’uscita di Coyote vs Acme.
Coyote vs Acme è un film dalla storia editoriale… travagliata, diciamo.
Non sto qui a raccontarvi tutto (chiedetelo ad una IA qualsiasi, siamo nel 2026 perdio), ma per farla breve questo film che già era partito da lontanissimo attraversando cause legali e problemi vari è stato terminato dalla Warner nel 2022, ma non è stato distribuito perchè… beh perchè conveniva lasciarlo in un cassetto e dichiararlo come perdita, per questioni fiscali.
Alla fine non era poi così forte, tanto valeva non distribuirlo.
E poi, c’era da promuovere Barbie.
Poi, nel 2026, una casa indipendente riesce ad acquistare questo film ormai dimenticato da mamma Warner e a distribuirlo.
E boom.
Fa IL BOTTO.
Chi l’avrebbe mai immaginato.
Ditemi voi, se non è frutto di un complotto questo, io non so cosa sia.
Un film che ha come protagonista uno sfigato che fallisce sempre, qualunque cosa faccia: sempre devastato dalle sfighe, perseguitato dal fallimento e incapace di arrendersi perchè, in fondo, non sa fare altro.
In pratica, un millennial.
E non mi perderò in paragrafi e paragrafi a dire che in fondo “noi millennial siamo tutti un po’ coyote”… sarebbe troppo banale (e troppo vero). E si, l’assonanza coyote/cojone è assolutamente voluta. (È pure il mio nick su instagram, tra l’altro)
Insomma, fatevi un favore.
Guardatelo.
Si certo forse si intravede leggermente quel sottotesto morale del “non arrenderti mai” che ormai ha stancato la nostra generazione, ma senza quel senso di colpa perenne che pervade tutti i film per millennial. Ma ha anche quel pizzico di critica anti-capitalista che non guasta mai (ironico no?)
Ripeto, guardatelo.
Anche solo per passare un’oretta e mezza tranquilli a farvi due risate innocenti, senza troppi pensieri.
Che a (quasi) quarant’anni ce n’è tanto bisogno.
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