Non so perché l’ho fatto, ma qualche giorno fa sono andato al cinema a vedere il film dei CdZ, dal lunghissimo titolo “I Cavalieri dello Zodiaco – la leggenda del Grande Tempio“.
Non mi aspetto mai granché da questo tipo di prodotti ma ero rimasto piacevolmente sorpreso dal film di Capitan Harlock quindi mi sono detto: “perché no?”

… non l’avessi mai fatto.

Saint-Seiya-Legend-of-Sanctuary-01Quello che segue è in sostanza una rielaborazione di una serie di messaggi che ho mandato agli altri blogger neanche 10 minuti dopo essere uscito dalla sala… si tratta di commenti a caldo ma devo dire che, anche a distanza di qualche giorno, non ho cambiato idea.

Allora, il film è brutto. Ma tipo che a tratti è così brutto che fa quasi il giro e diventa trash… la storia è molto diversa dal manga, se fosse un libro diremmo “liberamente ispirata” e anche i personaggi sono diversi; Pegasus (sì, nell’adattamento italiano è stata mantenuta la convenzione dei nomi per cui il cavaliere di Pegasus si chiama “Pegasus”, quello di Andromeda “Andromeda” ecc ecc) è il tipico eroe shonen strafottente e sprezzante del pericolo, che fa le faccette buffe e spara battutine a raffica. Lady Isabel è la tipica fanciulla in pericolo e gli altri sono i comprimari standard di ogni avventura (quello debole, quello serio, quello affidabile, quello misterioso…)

Oddio, sembra un videogioco della Play3

Il design delle armature è molto curato (vorrei anche vedere) e personalmente è l’unica cosa che salvo del film: quelle dei cavalieri di bronzo sono fedeli alle originali nella seconda versione (quelle riforgiate da Mur, per intenderci) mentre le armature d’oro sono più elaborate, alcune più di altre.
C’è però una differenza che salta subito all’occhio… e no, non parlo del fatto che le armature quando non sono indossate invece di diventare ingombranti scatoloni si trasformano in un pratico ciondolo – anzi, così è molto più comodo: parlo degli elmi.
Già, perchè gli elmi di tutte le armature sono chiusi in modo da proteggere il volto. Il che ha anche senso, visto che nelle armature vere l’elmo ha quasi sempre una visiera: ma questo cambia radicalmente il design dei cavalieri, che a tratti sembrano più “ninja dello zodiaco”.

No, non è un Power Ranger: è Pegasus con l’elmo chiuso.

Il che non è necessariamente un male, intendiamoci.

Come non è necessariamente un male la gestione dei cavalieri d’oro, anzi: è anche più logica rispetto al manga. Qui i cavalieri d’oro, com l’eccezione di Cancer e (ovviamente) Gemini, vengono tutti “convertiti” da Lady Isabel molto velocemente e quasi nessuno si oppone più di tanto alla scalata dei protagonisti alle 12 case; ho capito che sei stato ingannato ma sei pur sempre uno stracacchio di cavaliere d’oro! Il cosmo di Atena lo percepisci! E allora perché dovresti opporti? È una di quelle cose che mi ha sempre fatto strano nella serie originale.

Anche il Grande Tempio non somiglia a quello dell’anime… non ha proprio niente di greco: sembra più la Asgard dei film della Marvel (p.s. quelle cose che fluttuano nell’angolo in alto a sinistra dell’immagine sarebbero le 12 case)

Purtroppo però, le note positive del film finiscono qui: il resto è tutto una successione di scelte tristi, a partire dalla caratterizzazione dei protagonisti per arrivare alla conclusione in stile Final Fantasy, con tanto di sguardo d’intesa amorosa tra Pegasus e Lady Isabel.

Non dimentichiamoci poi della canzone di Cancer… sì, perchè il cavaliere del Cancro, inspiegabilmente, canta.

Ma non una canzone cupa come ci si potrebbe aspettare dal cavaliere che può viaggiare liberamente nel regno dei morti, no… è più una canzone stile ritorno di Jafar, oltretutto inserita in un momento in cui non c’entra niente (spezzando clamorosamente il già fiacco ritmo del film) in una pellicola che non necessita di questo tipo di intermezzi che sta tanto bene nei film della Disney, ed è giusto che lì rimangano.

C’ha pure la faccia uguale a Jafar… ma che senso ha? Ma poi: perché ha l’ascella pelosa?

 

I Cavalieri dello Zodiaco – la leggenda del Grande Tempio è un film per giapponesi. Non è un prodotto per nostalgici (nonostante qui in Italia abbiano cercato di vendercelo così), è più una sorta di reboot come quelli che vanno di moda ad Hollywood… solo che non è fatto per noi.

Non siete giapponesi? Allora non guardatelo. Andatevi a cercare su internet qualche immagine delle armature (bellissime) e stop.

 

Una cosa però non cambia mai: Lady Isabel è sempre una gran rottura di coglioni
I Cavalieri dello Zodiaco – la leggenda del Grande Tempio

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