Prima di iniziare chiedo ai classicisti di correggere il titolo (si dice eterodossìa o eterodossicità?)… bene ora possiamo andare.

Innanzitutto: perchè un post sugli scacchi?

In realtà nella mia mente questo dovrebbe essere più che un post, potrebbe in futuro diventare anche una o più pagine dedicate a quello che, fin dall’antichità, è il gioco più nerd che ci sia. Altro che World of Warcraft (a proposito, lo sapere che hanno scelto il regista per il film?), l’argomento è così vasto che potremmo farci un sito intero sopra (e ce ne sono già decine in giro).

Ma non divaghiamo. Ho notato che pochissime persone sanno giocare a scacchi, anche a livello base e quando lo propongo tutti mi chiedono invece di giocare a dama (gioco tristissmo ma molto popolare, sopratutto nella sua versione alcolica); mi piacerebbe quindi insegnare a più persone possibile, anche perchè in fin dei conti sono piuttosto scarso come scacchista e quindi magari alla seconda partita mi battete.

Bando alle ciance: da dove iniziare? Immagino che voi iniziereste dalle regole base, dal movimento dei pezzi e cose così, giusto? Invece io, che non voglio essere troppo mainstream per parlare degli scacchi ho deciso che inizierò parlando deelle sue varianti – altrimenti detti scacchi eterodossi.

Le varianti degli scacchi sono migliaia e si differenziano per molti motivi (pezzi strani, regole di movimento diverse, scacchiere diverse, obiettivi diversi…) ma in questo post mi limiterò a quelle a mio avviso più interessanti, dando per scontato che sappiate già come funzionano gli scacchi “tradizionali”. Si, lo so che qualche riga più su ho detto che non lo sapete, ma non posso spiegarvelo ora…

1. Atomic

In questa variante quando un pezzo viene mangiato (o, come si dice, “catturato”) vengono eliminati dal gioco anche il pezzo che cattura e TUTTI i pezzi che si trovano nelle 8 caselle che toccano quella in cui la mossa si conclude, tranne i pedoni. In pratica è come se il pezzo mangiato “esplodesse” distruggendo tutto ciò che gli sta intorno… una figata assurda! Lo scopo in queste partite è distruggere il re avversario coinvolgendolo in un’esplosione.

2. Vinciperdi

Può sembrare una vaccata, ma in questa variante l’obiettivo è farsi mangiare tutti i pezzi, re compreso! Se c’è la possibilità di catturare si è costretti a farlo, e la partita termina con la vittoria del primo dei giocatori che, per qualsiasi motivo (o perchè non ha più pezzi o perchè è bloccato) non può muovere

3. Scacchi esagonali

Lo dice la parola stessa: si gioca su una scacchiera esagonale. In realtà questa variante è un po’ complicata da spiegare senza immagini (e può essere giocata in diversi modi, che si differenziamo principalmente per il modo in cui si intendono le diagonali e il modo di mangiare del pedone) quindi faccio prima a linkarvi la pagina di wikipedia che ne parla. Mi piacerebbe provare, un giorno mi stamperò una scacchiera esagonale

4. Orda

Il nero gioca normalmente, mentre il bianco deve mangiare tutti i pezzi neri. Dov’è la stranezza? Che si parte così

Non ho mai provato ma dev’essere una figata assurda

5. Shoji e Scacchi 3D

Entrambe troppo lunghe da spiegare, spero un giorno di dedicarvi un post. Per ora accontentatevi delle immagini, se mi pregherete abbastanza forse scriverò qualcosa a riguardo.

Questa è la scacchiera di Star Trek: in realtà gli scacchi 3D hanno poco a che fare con questa, di solito si usano 3 scacchiere standard sovrapposte con alcuni pezzi extra che possono saltare dall’una all’alrta

6. Quadriglia/Bughouse

Si gioca in quattro, divisi in 2 squadre su due scacchiere diverse: ogni volta che qualcuno mangia un pezzo, lo passa al compagno sull’altra scacchiera che può inserirlo (quasi) dove vuole con una mossa. Semplice no?

7. Giocare normalmente inserendo pezzi insoliti

Ecco la variante che preferisco. I pezzi insoliti (o per meglio dire “eterodossi”) sono pezzi inventati per rendere più vari o complicati i problemi di scacchistica (si, quelli da settimana enigmistica, in cui “il nero vince in 2 mosse”). Però penso che sarebbe molto più fico inserirli in una partita vera e propria al posto di qualche pezzo classico, per vedere che succede. I due più famosi pezzi eterodossi sono il Grillo (si muove come la regina ma deve terminare il movimeno “saltando” un altro pezzo. Può mangiare il pezzo nella casella d’arrivo) e il Nottambulo (si muove a L come il cavallo ma non può saltare altri pezzi e la sua L può essere lunga anche 4 o 6 caselle).

8. Transporter

In questa variante poco ufficiale (già, perchè le precedenti sono ufficiali) si gioca normalmentema ogni giocatore mette una moneta sotto il proprio re (il transporter appunto). Questa moneta è una sorta di pezzo aggiuntivo, che può muoversi sia da sola che portandosi dietro il pezzo che ci sta sopra (sempre che non sia di un’avversario!). Può scivolare sotto i pezzi (propri ed avversari) e persino stare nella stessa casella della moneta avversaria: si muove come un re (una casella per volta quindi) ma non può mangiare, e può essere “trascinata” dal pezzo che ci sta sopra (o anche lasciata lì). Ma a che serve? Bè, intanto può servire a “perdere” una mossa, ma la cosa più interessante è che potendo trascinare un pezzo può fargli fare un movimento non lecito (ad esempio una casella in diagonale ad una Torre) e con questo movimeno si può mangiare! L’ho appena scoperta come variante e non so se è una vaccata o no…

 

 

… spero di non avervi annoiato ma che ci volete fare, ai nerd piacciono le cose strane!

L’eterodossìa degli scacchi
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2 pensieri su “L’eterodossìa degli scacchi

  • Pingback: Come giocare a Shogi (scacchi giapponesi) | The Nerd Experience

  • 28 giugno 2018 alle 23:40
    Permalink

    Molto interessante, davvero. Io sono appassionato e pur non essendo un giocatore bravo ultimamente mi sto ingegnando nel creare una variante del classico gioco in cui ciascun giocatore dispone di ventiquattro pezzi ciascuno, (12 pedoni piu due pezzi nuovi: lanciere e balista). Ispirandomi alla variante di Capablanca

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