Ancora una volta l’onnipotente GoG ci regala una perla del passato: Caesar III

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Caesar III fa parte di una serie di giochi economico/gestionali della Sierra un po’ tutti uguali a se stessi (sto parlando di Pharao e Zeus, praticamente tutti identici e differenziati solo per l’ambientazione, oltre che qualche dettaglio tecnico). Ogniuno ha il suo preferito ma io, complice un po’ di orgoglio italico, preferisco la versione sui romani.

Ma che tipo di gioco è Caesar III? Per me è il principe dei gestionali: l’obiettivo è quello di far sviluppare le varie città al massimo garantendo benessere ai propri cittadini (se sarete bravi, forse dei Patrizi verranno ad abitare tra le vostre mura!). La campagna propone una serie di mappe a difficoltà via via crescente, ed è molto difficile capire il meccanismo giusto per evitare rivolte, incendi, pestilenze o carestie – il tutto ovviamente senza dimenticare di soddisfare i le richieste dell’imperatore, che potrebbe chiedervi urgentemente di donargli 20 otri d’olio proprio quando avete bisogno di fondi per non parlare degli dèi di turno che coi loro capricci causeranno non pochi problemi.

L’aspetto militare, nonostante si parli di impero romano, è veramente marginale: ci sono 3 unità da guerra in croce e anzi durante la campagna sarà possibile scegliere tra le città più “pericolose” e quelle più “tranquille”, in cui l’aspetto militare sarà del tutto assente. Se vi aspettavate un gioco alla Age of Empires mi spiace, ma avete proprio sbagliato tutto.

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Non è facile descrivere un RTS così datato: pensate però che ancora oggi girano delle guide su come gestire al meglio lo sviluppo della propria città: è veramente difficile, ma vi garantisco che vedere sorgere una Villa patrizia è una soddisfazione grandissima! Se proprio devo trovare un difetto al gioco (che comunque, pur essendo del ’98, è invecchiato bene) è che una volta capite le basi lo svolgimento diventa piuttosto monotono, sopratutto se si gioca nelle mappe libere in cui ci sono pochissimi imprevisti e la partita può andara avanti indefinitamente, senza una vera “fine”. Inoltre, imbrogliare è veramente troppo facile: i cheat sono inclusi nel gioco, per usarli basta cliccare col tasto destro su un pozzo e premere alt+k per abilitare i cheat, poi alt+c per avere denaro o alt+v per vincere istantaneamente la mappa. I più smaliziati invece modificavano uno dei file di configurazione del gioco (tanto sono semplici .txt) impostando il costo di questa o quella struttura con un valore negativo, in modo da guadagnare soldi ogni volta che la costruivano… ammetto di averlo fatto anch’io da ragazzino, quando non riuscivo a capire bene i meccanismi di gioco. Ma seguite il mio consiglio, non usate questi trucchi perchè rendono veramente inutili le partite.

Come già detto, il gioco lo trovate sul sacro Good Old Games: purtroppo però, la versione presente sul sito è solo in inglese. Ma tranquilli, c’è una soluzione! Basta sostituire con un semplice copia-incolla alcuni file con quelli presi dal CD originale della versione italiana. Come? Non avete il CD italiano? Niente paura, basta andare qui e cliccare in basso su “traduzione” per poter scaricare voci e testi tradotti. Addirittura qualche pazzo si è divertito a fare la traduzione in latino…

… mah, ‘sti classicisti non hanno proprio nulla da fare.

 

Ciao, alla prossima!

Venerdì retro – Caesar III
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