Avviso subito che ci saranno tonnellate di Spoiler.
Farò del mio meglio per cncellare ciò che posso, ma se volete godere a pieno questo articolo andate prima a vedervi la 2×10: What They Become. Innanzitutto perché merita, e poi perché ho un paio di cose succulente da dirvi (per le quali ringrazio il mio collega SymoXIII, di cui potete leggere la recensione qui).

C’è molto da dire su entrambi, preparatevi!

Dunque, che minchia era successo? Ah sì: di tutto!
Riassumendo brevemente: Coulson ha finalmente capito che michia fossero i disegnini che faceva sul muro, ovvero la mappa di una città. Tra una ricerca e l’altra ha trovato il posto, ovviamente nella solita isola tropicale semi sperduta abitata da cino-giappo-messicani, ma ha un senso, anche se non possiamo ancora capire quale. In tutto questo i nostri erano riusciti a recuperare la donna più antipatica del mondo (Reina) strappandola dalle grinfie di Daniel Whitehall, venedo a scoprire che per una qualche ragione segreta anche lei apparteneva al ristretto numero di persone in grado di maneggiare l’obelisco, cosa la quale pare sia in grado di fare pure Skye. Il problema è Ward, che continua a farsi le pippette sulla foto profilo Facebook di Skye, su ordine di Whitehall ha abbordato l’aereo invisibile dei nostri eroi portandosi via Reina e la bella senza tette. Nel frattempo Coulson, Mimo, Mack, Fitz e Simmons sono arrivati dentro al tempio da cui accedere alla città misteriosa. Mack si Cala nella buca perché i nanobot di Fitz e qualsiasi altra strumentazione tecnologica non sono in grado di sopravvivere nella fossa, così Mack scende nel buco per poi risalirne fuori e trasformarsi in un mostro superforte che picchia tutti, salvo poi essere ributtato dalla stessa Mimo nel buco merdoso da cui è venuto.
Molto bene.

In questa puntata tutte le sottotrame lasciate in sospeso vengono concluse (perlomeno quanto basta) per lasciarci con un discreto fiato sospeso di qui a febbraio, quando riprenderà la serie.
Finalmente scopriremo chi è davvero Skye, chi è suo padre, che razza di posto sia la città, cos’è l’obelisco.
Ma ci saranno anche dei colpi di scena niente male e, il nostro agente Ward che promette di farci sognare nelle puntate a venire.
Ma voi volete saperne di più vero? Ma certo che volete, ed eccovi serviti.

Ah da qui partono gli spoiler. Per alcuni userò il tag anti-spoiler (così da leggerli solo se volete) ma la maggior parte delle cose saranno scritte in chiaro. Per cui fate vobis: se avete visto l’utima puntata di Marvel’s Agent of Shield non avete nulla da temere; altrimenti chiudete tutto e scappate.

Partiamo con la città segreta: Da questa puntata, anche se ancora non viene detto ufficialmente il nome, chiunque abbia mai aperto un albo Marvel avrà capito dove siamo: Attilan.
Attilan non è un vilaggio vacanze qualsiasi: è la città degli Inumani, razza molto particolare di cui alla fine della puntata scopriremo farne parte sia Skye che Reina (ma non il povero Trip).
Degli Inumani vi avevamo già parlato molto in questo articolo, per farla brevissima vi basti sapere che alle origini della specie umana vennero su questo pianeta degli alieni dalla pelle blu, ovvero i Kree, decisi a schiavizzare la razza umana per assoggettarla al proprio impero. Il problema era che sia la terra che gli uomini erano all’alba della propria esistenza e i Kree non se ne facevano nulla di schiavi troppo stupidi e di un pianeta non sfruttabile. Ma sia gli uomini che la terra nascondevano moltissime risorse preziose che, in un futuro prossimo avrebbero potuto rappresentare un valido investimento per la popolazione aliena. Così i Kree selezionarono i più promettenti geneticamente fra gli uomini e diedero loro una “spintarella evolutiva” donandogli un particolare gene che, se esposto alle nebbie terrigene, avrebbe dotato questi uomini di superpoteri, tramutandogli appunto in Inumani.
Il gene Inumano si trasmette ai figli, ma si attiva solo se esposto a queste famigerate nebbie. Così in questa puntata la nostra bella senza tette Skye scoprirà di essere un’inumana ancora non trasformata in quanto mai espostasi alle nebbie, e allo stesso modo pure Reina scoprirà la stessa cosa.

Parliamo adesso nello specifico delle Nebbie Terrigene e dell’Obelisco.
Se siete mai stati a un concerto di un certo livello (intendo economico, non qualitativo. Ovvero basta anche aver visto Paolo Meneguzzi ai bei tempi di “Vero, che non so cantare Vero. Che sono bravo falso“) per aver assistito a quelle nuvolone di fumo bianco che ti investono e odorano leggermente di gorgonzola marcio.
Beh la terrigenesi è molto simile. Gli umani dotati di gene inumano vengono chiusi in una stanza dove l’ossigeno nell’aria entra in contatto con uno speciale cristallo che dà origine alle Nebbie Terrigene, le quali reagiscono col gene di ognuno e gli danno poteri fichissimi (oppure no, non è detto). Per gli Inumani questo episodio segna la vita indelebilmente e simboleggia il passaggio all’età adulta, come per noi il compimento del diciottesimo anno di età.
Così nella puntata scopriamo finamente cos’è l’Obelisco: non è una gemma dell’infinito, ma è la custodia speciale del cristallo Inumano. Infatti nella scena finale l’obelisco si apre e al suo interno troviamo sto cristallo che colpisce Skye, Reina e Trip.
Purtroppo per Trip la terrigenesi è letale per chi non possiede geni inumani, e infatti la nostra spia abbronzata si dissolverà in un cumulo di polvere.
Dunque l’obelisco non era una bomba atomica come millantava il padre di Skye, ma uno schermo protettivo che uccideva all’istante chiunque tentasse di appropriarsi del prezioso cristallo.
Skye e Reina invece si sono trasformate: la prima mantenendo un aspetto umano ma nascondendo chissà quali poteri (dopo ve lo dico se volete); mentre Reina non si sa bene, anche se si intravede un qualcosa di felino e tigrato. In ogni caso spero muoia perché la odio profondamente.

Parliamo allora di chi vive e chi muore, e di cosa ci si può aspettare.
Finalmente padre e figlia si incontrano, ma non è tutto oro quel che luccica e Skye, che scopre il suo vero nome: Daisy, non perdona certo suo padre che resta uno psicopatico assassino, ma scopre la verità su se stessa, sua madre e, le ragioni della follia omicida del padre.
Il padre di Skye, che scopriamo chiamarsi “Cal” (anche su di lui vi dirò di più dopo, se vorrete), dichiara di essere stato una persona normalissima un tempo, anzi era un bravo dottore che lavorava in Cina facendosi aiutare dalla madre di Skye con il cinese in quanto lei stessa era cinese (oltre che inumana). Un bel giorno degli uomini  dichiaratisi dello Shield hanno rapito sua moglie torturandola e uccidendola per scoprirne il segreto (ovvero come mai non invecchiasse), e noi sappiamo chi è stato: Daniel Whitehall.
Proprio Daniel Nazist Whitehall troverà finalmente la morte in questa puntata, ma, dopotutto quello che aveva combinato, ci aspettavamo tutti una morte terribile, invece questi si becca quasi per caso una pallottola in pieno petto da Coulson e crepa all’istante.
Questa cosa mi ha fatto cadere le palle brutalmente. Può il Villain della stagione, uno figlio di puttana nazista che ha ucciso e torturato chissà quante persone “in nome della scienza”, un Mengele insomma, morire per un semplice colpo di pistola al cuore senza manco un filo di epicità? Cazzo no. Spero infatti segretamente che rivedremo questo villain resuscitato in modo inspiegabile morire come cazzo merita davvero, una volta per tutte.
Veniamo a Grant Ward.
Quante gioie ci ha regalato quest’uomo? Innumerevoli. Poteva lasciarci a bocca asciutta in questa puntata finale di Mid-Season? No che non poteva; ma come sempre il ragazzo si distingue.
Se tutti combinano qualcosa in questa puntata, lui preannuncia di combinarne delle belle in futuro, e noi non possiamo che esserne contenti.
Ward finora ha avuto solo uno scopo nella vita dopo la morte del suo mentore: riconquistare la fiducia di Skye per poi pregnarla romanticamente davanti al fuoco scoppiettante di un camino in una baita svizzera.
Una volta riuscito nel suo scopo però Skye lo ricambia con tre pallottole nel costato (giustamente) dalle quali il bel giovane si salva grazie al più classico dei giubbotti antiproiettile. «Deluso, sconfitto e poi abbandonato senz’amore», come cantava un immenso Lucio Dalla, un distrutto Ward senza più scopi nella vita incontra l’agente 33 (ovvero May con la faccia squartata – colpo di genio della produzione che così ha due personaggi pagando un solo attore) la quale anch’essa ha perso la retta via in seguito alla morte del proprio mentore: Daniel Whitehall.
I due allora si uniscono dicendo di ritirarsi da una parte per il momento per decidere in seguito cosa fare. Ci aspettano quindi altri nuovi momenti da cazzo duro grazie a quest’uomo infinito che illumina di immenso le nostre buie e fredde giornate invernali.
Poi ci sono Mimo e Lance (il quale mi piace sempre di più). Mimo nasconde un qualche segreto in una chiave Usb, ma Lance, che la scopre, dichiara di volersi fidare e non indaga oltre. Che sotto sotto si riveli ancora soggiogata a Whitehall e li venda tutti? Mi dispiacerebbe, soprattutto per le sue tette.
Mimo poi pare essere in combutta con Mack, il quale alla fine dell’episodio ritornerà in sé e smetterà di essere un bruto superforzuto con gli occhi tutti neri.
Bene, manca qualcuno? Ah sì: Fitz e Simmons non fanno assolutamente niente di rilevante, e May fa quello che sa fare meglio: ammazza tutti.

Siamo i più fighi, e tu lo sai.

È giunto il momento degli spoiler pesanti, quelli che nel telefilm non sono stati ancora detti ma, che chiunque abbia una buona cultura Marvel ha colto appieno, e che riguardano principalmente due personaggi: Skye e “Cal“.

Questi li metto sotto spoiler, così non siete costretti a chiudere qui l’articolo.

La verità su Skye:

La verità sul padre di Skye:

Concludo parlando del tipo senza occhi che appare alla fine bello bello.
Costui è chiaramente un inumano che, avvisa gli altri inumani di come qualcuno sia penetrato ad Attilan.
In particolare l’inumano in questione è Videmus, personaggio piuttosto recente e anhe lui con un retroterra esiguo, il cui potere è appiccicare i propri bulbi oculari in fronte alla gente per leggerne il pensiero.

Proprio così: che schifo.

Non solo, come si evince dal baloon della vignetta, Videmus è anche in grado di rimuovere o impiantare ricordi inventati nella mente delle persone (a Christopher Nolan è scattato il senso di ragno per il copyright), cosa molto utile in universo com quello Marvel dove tutti non fanno altro che leggere la mente alle persone costantemente.

E con questo è tutto.
Un mega articolo per una mega serie, in attesa febbricitante per febbraio.

Si attendono colpi di scena grossi, grazie.

Marvel’s Agent Of Shield 2×10: Con un Mid-season così val’ la pena aspettare
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