Salve a tutti e buon Venerdì!!!
Mi sono accorto che questo fantastico gioco non era ancora stato trattato in questo blog: siccome ha fatto e continua tuttora a far divertire generazioni di ragazzi di tutto il mondo, credo sia giusto spenderci almeno qualche parolina.
Il primissimo Metal Slug, shoot’em up a scorrimento orizzontale, fu rilasciato nel 1996 dalla grandeSNK” (per chi non la conoscesse, madre di bellissimi giochi come il picchiaduro “The King of Fighters“, che tutt’oggi rimane uno dei capostipiti del genere e vanta di numerosi capitoli) inizialmente per piattaforme arcade (ormai l’avrete capito che la mia direzione è quella), successivamente su diverse console.

TRAMA E SPIEGAZIONE GENERICA DEL GIOCO

Il gioco potrebbe essere riassunto in un “SPARAATUTTOQUELLOCHEVEDITANTOANCHESEGIOCHIINDUENONCEILFUOCOAMICO”, però dai, facciamo i seri e spieghiamo meglio: abbiamo una guerra (collocabile storicamente ai giorni nostri, inteso come il 2028, bah) nella quale abbiamo da una parte la Ribellione, formata da cellule terroristiche e da soldati addestrati che vogliono conquistare il potere (una motivazione che non ha mai avuto nessuno…), dall’altra l’Esercito Regolare, composto da agenti in gamba provenienti da tutto il mondo e, dai che ci potete arrivare, dai servizi segreti (TADAAAAAAA), che porca di quella vacca devono esserci in tutti i giochi di guerra del globo terracqueo: ovviamente questa fazione ha lo scopo di fermare la prima, manco a dirlo.
I buoni, per fare il culo alla ribellione, inventano un prototipo di carro armato chiamato “Super-Veichle-001” (e non “Metal Slug” come ci si potrebbe aspettare, dato che letteralmente in italiano significa “lumaca di metallo”), come se fosse il primo veicolo da guerra che questi inventano, ma siccome sono rincoglioniti si fanno fregare tutti i carri armati dalla Ribellione stessa, tutti tranne uno suppongo, visto che lo useremo nel gioco.
Questa è la trama super-risicata del gioco, su Wikipedia se la leggete è molto più lunga e la cosa mi stupisce molto, dato che a chi in sala giochi metteva il gettone e giocava “gli importava una sega” della storia (come si dice dalle mie parti).
E quindi noi chi siamo nel gioco? Mah, semplicemente il solito sfigato di turno (o i soliti sfigati di turno, se giochiamo in due) mandato in mezzo a sto casino per risolvere tutto da solo, con il solo ausilio del fantomatico “Super-Veichle-001” che apparirà random in ogni livello e che ci consentirà di avere una maggiore potenza di fuoco, oltre ad allungare la nostra sopravvivenza, dato che dentro il carro armato avremo una barra di energia che potrà subire massimo tre colpi, dopodichè dovremo uscirne con la comodissima combinazione GIU + SALTO, altrimenti moriremo nell’esplosione.

Guardando questo screenshot mi si toglie ogni dubbio che questo gioco sia giapponese XD

 

Un altro aiuto che avremo nel gioco sono i prigionieri di guerra, vecchi mezzi nudi che ci lassceranno armi, bombe o  semplicemente punti.

Non trovate che somiglino vagamente al chitarrista degli “ZZ Top“?

I CONTROLLI

Al solito, essendo un gioco arcade, abbiamo pochi tasti (oltre al classico joystick direzionale ce ne sono tre: sparo, salto e bombe) ma diverse combinazioni per usarli, e qui vi espongo la cosa più cretina di questo gioco: mentre per sparare in alto basterà premere (ovviamente) SU + SPARO, per sparare in basso dovremo premere il tasto del salto, e solo una volta in aria premere GIU + SPARO, dato che la stessa combinazione senza salto ci farà sparare in avanti da accovacciati.
Capisco che sono stati costretti a fare questa scelta per motivi logistici ma, Porca Eva, potevano almeno metterlo nel “how to play” che appare appena premuto start, oltretutto ci sono parti del gioco nelle quali devi per forza usare quella tecnica per andare avanti (addirittura c’è un boss che si fa completamente cosi) e quindi inevitabilmente ti fermi se sei ancora alle prime armi. Va be’, comunque è un neo su cui possiamo passare sopra, anche perché non è l’unica stranezza che troveremo in questo titolo.
Vi pongo una domanda: secondo voi in un gioco giapponese un carro armato può solo sparare? AHAHAHA ingenui!

Non solo potremo saltare, ma anche accovacciarci per evitare i proiettili a mezz’aria, il che rende questo tank il più temibile che si sia visto in giro, e non ho capito come hanno fatto i giapponesi a perdere la seconda guerra mondiale…
Ultima nota riguardo ai controlli: mentre saremo nel carro armato, potremmo premere tutti e tre i tasti contemporaneamente per uscirne mandandolo in avanti ad esplodere contro i nemici: per mia esperienza personale non mi sembra una mossa molto utile, se non che ci potrà capitare di premere la combinazione per sbaglio (soprattutto perché ci troveremo a dover usare tutti i tasti molto assiduamente stile “morbo di parkinson”) ed incazzarci come mine.

I PERSONAGGI

Ah giusto, qualche notizia in più sui protagonisti: se giocheremo in singolo controlleremo un soldato italiano che, con tutta l’originalità dei nipponici, si chiama “Marco Rossi” (non ho capito se si sono impegnati nel dare questo nome o è una scelta goliardica), se giocheremo in doppio il P2 della situazione sarà un soldato americano chiamato “Tarma Roving” (non andiamo molto meglio); a differenza dei capitoli successivi non ci sarà alcuna differenza, se non estetica, fra i due personaggi, diciamo che è la classica scelta furba per distinguere i giocatori grazie a texture uguali con colori diversi.

Voi affidereste una missione di importanza globale a due tipi cosi?

MISSIONI

Le missioni di questo primo capitolo sono sei, più o meno tutte della stessa durata (escluso l’ultima che è un pò più longeva) e con un boss alla fine di ognuna: se si gioca discretamente, si possono portare tutte a conclusione in meno di un’oretta scarsa, tempo a mio avviso perfetto per un gioco arcade.
Per quanto riguarda le ambientazioni e i nemici, MS1 è l’unico del suo brand  ad avere luoghi e “cattivi” in tema con lo scenario classico di guerra e tendenti al realistico (ad eccezione di un mini-boss che praticamente è un super-soldato senza maglietta con un mitragliatore, siccome ci vogliono un casino di colpi per tirarlo giù è unanimemente noto come “Rambo“), dato che nei sequel la situazione è degenerata (e di molto anche) da entrambi punti di vista, ma di questo ne parlerò se e quando li tratterò.

ARMI E BOMBE

Questa è la parte che sicuramente adoro di più del gioco: dato che i giapponesi riescono ad essere banali ed intuitivi allo stesso tempo, le armi sono rappresentati da casse con sopra scritta una lettera che altro non è che l’iniziale del nome dell’arma, il quale tra l’altro verrà pronunciato dal commentatore del gioco
Ovviamente le munizioni saranno limitate per ognuna di queste casse e quando le avremo finite torneremo alla nostra “weapon” di default, una pistola a proiettili infiniti.
In questa prima avventura le armi sono solo quattro:

– “H” (Heavy Machingun): fucile d’assalto
– “S” (Shotgun): fucile a pompa
– “F” (Flame shot): lanciafiamme
– “R” (Rocket Launcher): lanciarazzi

ma tranquilli, il loro scopo era quello di completare tutto l’alfabeto, quindi se vi giocate i titoli successivi ne trovate molte di più.
Per le bombe il discorso è molto più semplice: a piedi useremo delle semplici granate (dieci in dotazione per ogni vita, più quelle che troveremo in giro), sul mezzo avremo sia quest’ultime, se le useremo da abbassati, oppure dei missilotti a corta gittata, se le useremo in posizione “stand” o in salto.

CONCLUSIONI PERSONALI

Per quanto mi riguarda Metal Slug è un gioco intramontabile, riesce a divertirmi anche a distanza di anni, sia per la scarsa longevità, che permette di rigiocare più volte cercando di fare “score” sempre migliori, sia per la frenesia dell’azione, che non annoia mai e tiene letteralmente incollati allo schermo.
Io vi consiglio, se non ci avete mai giocato, di farveli tutti in ordine partendo da questo, soprattutto perché è sicuramente il più facile e con meno “macello a schermo” tipico del brand.

Buon weekend a tutti e alla prossima!

Venerdì retro: Metal Slug
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2 pensieri su “Venerdì retro: Metal Slug

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