Oh ma c’è pure scritto sul poster: The Amazing Spider-Man 2 il potere di Electro. Ma allora che cacchio c’entra il Goblin?

Matteo, 10 anni, nipote di Onizuha

Io prima di conoscere voi stavo bene, questo film non esisteva: vi odio. Soprattutto te che odi Peter e infatti c’hai l’auricolare come Superior.

Pennastanca, rivolto agli altri blogger presenti (e in particolare a Marco)

 

Questi erano alcuni commenti a caldo, direttamente all’uscita dal cinema. Ebbene sì, siamo stati a vedere The Amazing Spider-Man 2: il potere di Electro, e questa è la nostra recensione!

locandina_spider_manTrama in breve: Peter Parker è un adolescente coi poteri proporzionali di un ragno. Ha una relazione con la sua compagna di liceo Gwendolyne Stacy (gran gnocca) ma per i motivi legati alla vita mascherata di Peter e, al fatto che lei sia stata scelta dall’Università di Oxford (e quindi dovrà andare a vivere in Inghilterra) i due non riescono a far decollare la propria relazione. In tutto questo alla Oscorp succede di tutto: Norman Osborn muore sostituito da suo figlio Harry e al dipendente Max Dillon succede uno strano incidente che gli procurerà strani poteri… elettrici.

 

Onizuha

Parto subito io, così vi lascio ai commenti meno “dolci” dei miei due colleghi: a me il film è piaciuto, e pure un sacco. Fa esattamente quello che deve fare un film di supereroi: raccontare una storia credibile con quei personaggi, non snaturandone la natura  (e attenzione, parlo di natura, non di storia o background). E qui si respira a pieni polmoni la natura del fumetto. Peter che parla in continuazione, la sua felicità nello svolazzare tra i grattacieli, il suo far parte ormai della città di New York, richiamano in maniera potente il fumetto, prendendone a piene mani le atmosfere.
Dare un giudizio sulla storia, invece, è difficile. Penso che gli sceneggiatori abbiano in mente una Storia unica da raccontare in tutti e quattro i film, sicché dare un giudizio adesso è prematuro: vedendola con lo sguardo rivolto al primo film, si inizia ad intravedere un quadro generale, ma sebbene si siano avute delle risposte a domande lasciate in sospeso, altre questioni vengono lasciate irrisolte: speriamo che i prossimi due film (2016 e 2018) continuino in questa direzione, portando avanti questa mega trama in quattro film (megatrama che, ovviamente, cambia molte cose rispetto alla STORIA dei fumetti… ma fottesega, come ho detto l’importante è non cambiare la NATURA dei pg).

Insomma, a me il film è piaciuto, e anche parecchio. Pienamente soddisfatto dalla visione!

Marco

Iniziamo dal presupposto che questo NON è un film: è un cartone animato in live-action… un po’ come Batman & Robin, solo riuscito immensamente meglio.

Il che non è una cosa negativa; le battute stesse, il modo in cui sono gestiti i combattimenti, le espressioni da cartoon di Emma Stone, Electro che è una specie di incrocio tra Ener di One Piece e il cugino scemo dell’imperatore di Star Wars col cervello di una fan di Justin Bieber… tutto contribuisce a creare l’atmosfera leggera e divertente che caratterizza tutto il film. Ed è così che dovrebbe essere Spider-man: leggero, spiritoso, divertente.

Si ok c’è qualche buco di trama (tipo il fatto che Gwen deve prendere il volo per l’Inghilterra 10 minuti dopo aver saputo di aver vinto una borsa di studio a Oxford, wtf) ma è comunque roba da poco e che riguarda “dettagli” che, appunto, in un cartoon non noterebbe nessuno.

Tutto a posto quindi? Sì, se non fosse per gli ultimi 10 minuti di film.

Io capisco che sia difficile raccontare in modo originale una storia che TUTTI sanno già come va a finire (sto parlando del fatto che SPOILER Gwen muore) ma non puoi fare il 90% del film leggero, allegro e che sembra puntare continuamente in una direzione e poi farmi il finale pesantissimo, opprimente, triste… cacchio la scena del funerale dura un casino! Ma tipo quasi 5 minuti! Non c’entra nulla col resto del film, nulla!

Ecco, se non fosse stato gestito così male il film si sarebbe meritato anche un 9… ma più di 7 non me la sento di dargli. E sono stato generoso, perchè non ho parlato di come (non) è stato gestito il Goblin…

Penna Stanca

No. Sinceramente fatto così il finale non ci incastrava una sega, e anche a distanza di due giorni ancora non me ne capacito.
Ma parlando di questo dopo, dirò che il film non mi è dispiaciuto. la qualità di questo film, che però si rivela essere anche il suo più grande difetto, è quella di voler fare felici i fan del ragno a tutti i costi. Andrew Garfield è veramente ben calato nella parte e i suoi movimenti e i suoi dialoghi ricalcano perfettamente quelli della sua controparte fumettistica (mi è venuto il neo di godermelo in lingua originale, tanto per vedere fino a quanto l’immedesimazione con Peter Parker sia potente). Le parti di azione sono veramente «Amazing»: un 3D così potente che pur avendolo visto in 2D si riusciva ad avvertire comunque. Il lavoro di Webb però mi è sembrato troppo attento ai dettagli: il costume, i lanciaragnatele, i dialoghi “Parkereschi”; ma molto distratto sugli aspetti principali del film, ovvero trama e inquadrature. La trama è velocissima nelle parti supereroistiche e lenta (in realtà a velocità giusta confrontandola con l’altra parte) in quella sentimentale dove il tira e molla di Gwen e Peter è molto credibile e adolescenziale. In effetti siamo proprio davanti a un teen-movie, senza se e senza ma.
Il risultato finale è un fumettone cinematografico, ovvero un film con tagli e tempistiche da fumetto che sono però inadatti al cinema e questo ne annienta il potenziale elevato. Sì perché gli elementi per far bene ci sono tutti, e il finale sarebbe potentissimo se gestito nella maniera giusta; invece tutto si perde nella frettolosità, in quella metafora sul tempo che Webb prova a infilarci nella testa a suon di immagini di orologi ma che resta sempre piatta sullo sfondo e, alla fine, piuttosto inutile.
Pro: i fan del fumetto hanno finalmente Peter Parker su pellicola: Andrew Garfield è perfetto, Gwen è dolcissima e bella come l’originale e zia May rompe le palle, come sempre, per cose inutili. Colonna sonora perfettamente integrata con le scene d’azione.
Contro: troppo, troppo veloce. Un attimo c’è Electro, poi Gwen, poi Harry e poi… mille trame che corrono a velocità ultrasonica, manco fossero loro infettate dal ragno radioattivo. Il finale poi, che potrebbe essere epico e altamente simbolico viene invece girato a bordo di una Ferrari Testarossa come tutto il resto del film, cosicché alla fine resti solamente spiazzato sul tuo seggiolone a chiederti:«ma che c***o c’entra?».

The Amazing Spider-Man 2: il potere di Electro – la recensione
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